1,700 anni di Cristianesimo in Georgia
Un simposio accademico internazionale intitolato “Dio, Patria, Umano” si è svolto all’hotel Radisson di Tbilisi per celebrare i 1.700 anni da quando la Georgia dichiarò il Cristianesimo religione di stato.
L’evento è stato seguito dal Patriarca georgiano Shio III, dal Primo Ministro Irakli Kobakhidze, dal Presidente della Parlamento Shalva Papuashvili e dal Presidente Mikheil Kavelashvili.
Il messaggio politico principale dei loro discorsi era che il cristianesimo, l’identità nazionale e i valori tradizionali dovrebbero costituire la fondazione dello Stato georgiano e della società. Hanno presentato la preservazione di questi valori come risposta alle sfide del mondo moderno.
Punti chiave dei discorsi
● Cooperazione tra Stato e Chiesa: Irakli Kobakhidze ha dichiarato che il governo continuerà a proteggere il patrimonio cristiano e i valori nazionali della Georgia in stretta cooperazione con la Chiesa.
«Lo Stato presta particolare attenzione a questi valori duraturi. In stretta cooperazione con la Chiesa, difenderemo fermamente il patrimonio su cui si fonda la nostra unità nazionale e lo sviluppo.»
● Identità nazionale e statalità: Secondo Shalva Papuashvili, uno Stato può perdere temporaneamente l’indipendenza, ma preservare l’identità nazionale lascia aperta la possibilità di restaurarla.
«Il mondo è entrato nuovamente in un’era di grande cambiamento. La tecnologia, le relazioni economiche e l’ordine internazionale stanno cambiando rapidamente. Tuttavia, come la storia ci ha insegnato ripetutamente, le società che preservano la propria identità restano più ferme durante i periodi di cambiamento,» Papuashvili ha detto.
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● Sette valori eterni: Mikheil Kavelashvili ha identificato Dio, la Patria, l’Individuo, la Terra natale, la Lingua, la Fede e la Famiglia come fondamenta del pensiero radicato nello Stato georgiano. Secondo lui, questi valori aiutano a preservare l’identità nazionale nell’era della globalizzazione e dell’intelligenza artificiale.
«Oggi, mentre il mondo moderno affronta una crisi di valori e sconvolgimenti geopolitici, abbiamo il dovere di porci una domanda fondamentale: cosa dovrebbe costituire le fondamenta dello Stato georgiano, della società e dell’individuo?» ha detto Kavelashvili.
«Questi sette simboli costituiscono la base della nostra identità. Anche oggi, mentre l’era della globalizzazione e dell’intelligenza artificiale cerca di svalutare l’identità umana, questi valori eterni servono da nostro principale scudo esistenziale,» ha detto Kavelashvili.
● Tecnologia e spiritualità: Il Patriarca Shio ha affermato che il progresso tecnologico dovrebbe servire l’umanità e che la crescita della conoscenza non dovrebbe allontanare la società dalla fede e dai valori spirituali.
«La tecnologia deve servire l’umanità, non l’umanità alla tecnologia. La conoscenza non deve allontanarci dalla fede, e il progresso non deve farci dimenticare la spiritualità», ha detto Shio III.
● Abkhazia e la regione di Tskhinvali: Il Patriarca si è rivolto agli abitanti di queste regioni ed ha espresso la speranza che pace, unità e rapporti fraterni tra le storiche regioni della Georgia vengano ripristinati.
«Dobbiamo continuare a vivere in pace accanto alla nostra Patria», ha detto il Patriarca, esprimendo la speranza che «la fratellanza e l’amore tra di noi siano restaurati».
● Legami con gli emigranti: Shio III si è rivolto agli georgiani che vivono all’estero, affermando che la Chiesa prega per loro e attende il loro ritorno nella terra natale.
1,700 anni di Cristianesimo in Georgia