Il 13 aprile 2026, la Open Government Partnership (OGP) ha deciso di sospendere l’adesione della Georgia, una mossa che alla fine ha portato all’espulsione del paese dalla piattaforma.
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L’OGP è un’iniziativa internazionale che riunisce governi impegnati a rafforzare la trasparenza, la responsabilità e la partecipazione pubblica. Per anni la Georgia è stata spesso citata come un esempio di successo in quest’ambito — un paese che aveva attuato riforme e si era avvicinato agli standard internazionali.
In questo contesto, l’uscita dall’OGP è più di una perdita di status formale. Significa allontanarsi da una piattaforma in cui governi e società civile collaborano per ridurre la corruzione e migliorare la trasparenza istituzionale. Segnala anche la fine di un processo strettamente legato alla più ampia trasformazione democratica del paese.
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Il percorso verso l’espulsione
Il ritiro della Georgia dall’Open Government Partnership (OGP) è stato preceduto da tensioni crescenti che hanno avuto inizio nel 2023, quando una crescente pressione da parte delle autorità sulla società civile e sui media ha suscitato preoccupazioni tra i partner internazionali.
In questo contesto, la Open Government Partnership (OGP) ha temporaneamente sospeso l’adesione del paese e ha fissato condizioni chiare: entro la fine del 2025, le leggi che limitano lo spazio civico dovevano essere abolite e dovevano essere garantite protezioni per la libertà di espressione e di riunione.
Tuttavia, secondo la valutazione dell’organizzazione, la situazione è peggiorata invece di migliorare. Il regresso democratico è proseguito, le restrizioni sui diritti fondamentali si sono approfondite, e sono state introdotte nuove normative che hanno reso più difficile per la società civile e i media operare.
Di conseguenza, le organizzazioni della società civile coinvolte nel processo OGP si sono ritirate dalla cooperazione con le autorità, minando effettivamente uno dei principi centrali della piattaforma — la partnership tra governo e società.
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Perché questo è importante per ogni cittadino
La rimozione della Georgia dall’Open Government Partnership (OGP) non è solo una questione di politica estera. Ha implicazioni dirette sull’ambiente domestico — inclusa la tutela della libertà di parola, quanto indipendenti possono essere i media e fino a che punto la società può chiedere responsabilità a chi ha il potere.
Secondo la spiegazione dell’organizzazione, la decisione indica un problema sistemico: l’indebolimento delle istituzioni democratiche e lo spazio pubblico per la partecipazione si restringe. In definitiva, ciò significa che la voce pubblica ha meno peso nel definire la politica di stato — una trasformazione che definisce in modo più chiaro la traiettoria attuale del paese.
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Conclusione
In tali circostanze, l’Open Government Partnership (OGP) ha concluso che le condizioni minime necessarie per una governance aperta e responsabile non esistono più nel paese. Questa valutazione ha portato in ultima analisi alla decisione di terminare l’adesione della Georgia.
Di fatto, la mossa equivale al riconoscimento internazionale che il paese si è allontanato dagli standard che aveva promesso di rispettare. Di conseguenza, la Georgia sta perdendo non solo una piattaforma specifica, ma anche un livello significativo di fiducia, cruciale per il processo di sviluppo democratico.
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Georgia rimossa dall’OGP