Le autorità georgiane hanno in programma di creare una nuova unità speciale all’interno del Ministero degli Interni responsabile del monitoraggio e della risposta legale a discorsi d’odio, campagne offensive e comunicazione aggressiva negli spazi pubblici.
L’iniziativa è stata presentata in una conferenza stampa speciale da Mamuka Mdinaradze, segretario esecutivo del partito al governo Georgian Dream e vicepremier. Secondo lui, l’unità opererà in modo proattivo, il che significa che l’azione non dipenderà esclusivamente dalle denunce dei cittadini.
Al momento, le autorità non hanno chiarito quali meccanismi giuridici il nuovo ente farà affidamento o quali criteri saranno utilizzati per determinare cosa costituisce discorso d’odio o comunicazione offensiva.
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Il SJC prevede che tali emendamenti saranno usati per sopprimere e reprimere i mezzi di informazione critici.
Secondo Mamuka Mdinaradze, la nuova unità monitorerà in modo indipendente la sfera pubblica, preparerà valutazioni legali e, quando necessario, deferirà i casi alle corti. Le sue attività riguarderanno qualsiasi forma di comunicazione pubblica che contenga discorso d’odio, incitamento o violazioni della dignità umana.
Il vicepremier ha collegato l’iniziativa a un’idea proposta alcuni mesi fa dal Primo Ministro Irakli Kobakhidze, che, secondo lui, mirava a “aprire uno spazio per il dibattito” e a ridurre la polarizzazione nel confronto pubblico.
Secondo Mdinaradze, le autorità ritengono che lo spazio per il dibattito pubblico sia da anni polarizzato sotto l’influenza di “attori esterni”, accompagnato dal radicamento di una retorica aggressiva e offensiva sia nella vita politica che in quella sociale.
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Allo stesso tempo, il viceministro dell’Interno Aleksandre Darakhvelidze ha dichiarato che la nuova unità lavorerà per identificare azioni che coinvolgono discorso d’odio, attacchi personali, insulti e violazioni della dignità umana.
Secondo lui, verrebbe fatta una distinzione tra critica che rientra nei limiti della libertà di espressione e azioni che, secondo la valutazione dello Stato, equivalgono alla promozione dell’odio o a violazioni della dignità umana.
Darakhvelidze ha affermato che tali azioni non sono protette dalla libertà di espressione né dalla Costituzione della Georgia né dalle leggi di altri paesi.
L’iniziativa ha suscitato anche una risposta da parte del sindaco di Tbilisi Kakha Kaladze. Secondo lui, affermazioni offensive e post sui social media richiedono regolamentazione. Ha sostenuto che la critica e l’offesa sono cose diverse e che nessuno ha il diritto di insultare sistematicamente gli altri.
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