Rapporto di Human Rights Watch sulla Georgia
L’organizzazione internazionale per i diritti umani Human Rights Watch ha pubblicato un nuovo rapporto sulla Georgia, valutando quella che descrive come la crescente pressione del governo sui gruppi della società civile indipendenti, sulle organzzazioni mediatiche e sugli attivisti dall’inizio del 2024.
Secondo il rapporto, la legislazione adottata negli ultimi due anni ha notevolmente limitato il lavoro delle organizzazioni indipendenti e il loro accesso ai finanziamenti.
Il rapporto, intitolato Georgia: Nuove leggi stanno distruggendo le organizzazioni della società civile indipendenti, sostiene che il governo georgiano dovrebbe smettere di considerare l’attività civica indipendente una minaccia.
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Il rapporto descrive la situazione in Georgia in dettaglio dall’inizio del 2024 fino ad oggi.
Hugh Williamson, direttore di Human Rights Watch per l’Europa e l’Asia centrale, ha detto che l’obiettivo del governo georgiano era zittire le voci critiche e smantellare la società civile indipendente del paese.
«L’obiettivo del governo georgiano è zittire le voci critiche e distruggere la forte società civile indipendente del paese, e sta facendo progressi allarmanti verso quel obiettivo. Sta creando un sistema in cui le organizzazioni indipendenti non possono più operare in sicurezza, mantenere i finanziamenti o fornire sostegno alle comunità che hanno fatto affidamento su di loro per anni.»
Secondo il rapporto, il governo sta esercitando pressioni sulle organizzazioni della società civile attraverso un controllo più stretto sui finanziamenti esteri e su quello che definisce come processi penali di natura politica.
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Human Rights Watch sostiene che le nuove leggi pongono i finanziamenti esteri sotto stretto controllo statale, introducono l’etichetta stigmatizzante di “agente straniero” e impongono sanzioni severe su organizzazioni indipendenti e attivisti, comprese multe e condanne detentive.
L’organizzazione esorta le autorità georgiane ad abrogare le misure legali che, secondo essa, mirano a zittire le voci critiche e a garantire un ambiente in cui le organizzazioni indipendenti, i mezzi di comunicazione e gli attivisti possano operare senza interferenze statali.
Human Rights Watch esorta inoltre i partner internazionali della Georgia a rispondere agli sviluppi nel paese tramite sanzioni e altre misure, aumentando nel contempo il sostegno alle organizzazioni georgiane indipendenti.
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Secondo l’organizzazione, le autorità stanno usando le istituzioni statali per reprimere il dissenso.

Secondo Human Rights Watch, il governo georgiano ha fornito cifre sul numero di domande di sussidio approvate, respinte o ancora in valutazione, ma non ha reso note le specifiche iniziative accettate o rifiutate.
Il rapporto cita anche i risultati di uno studio non pubblicato dal Social Justice Center basato su interviste a 100 rappresentanti di organizzazioni della società civile.
Secondo lo studio, il 96% delle organizzazioni intervistate stava vivendo gravi difficoltà finanziarie, mentre il 94% era stato costretto a ridurre le proprie attività. Alcune erano riuscite a mantenere solo le funzioni principali, mentre altre avevano sospeso le operazioni del tutto.
Secondo Human Rights Watch, le nuove restrizioni hanno costretto l’Associazione Geograf di Avvocati Giovani (GYLA) a sospendere il suo programma di assistenza legale gratuita.
Il rapporto evidenzia anche l’impatto sulle organizzazioni regionali. Dice che, mentre nel 2024 erano attive 114 organizzazioni della società civile in Georgia, nel 2025 ne rimasero operative solo 37, con molte di esse esposte al rischio di chiusura.
Un’attivista che lavora sui diritti delle persone con disabilità ha detto a Human Rights Watch che la sua organizzazione aveva inizialmente considerato di registrarsi ai sensi della Legge sulla Trasparenza dell’Influenza Straniera, ma ha cambiato idea dopo aver appreso che il Ministero della Giustizia richiedeva alle organizzazioni di divulgare le informazioni personali e mediche dei beneficiari.
Il rapporto cita anche il direttore della piattaforma mediologica femminista queer Grlz Wave, che ha dichiarato che l’organizzazione aveva «passato in modalità autocensura», in particolare nella copertura delle questioni LGBTQ+.
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Secondo l’Associazione Georgiana degli Avvocati Giovani (GYLA), molte di queste modifiche hanno contribuito a consolidare il potere politico e a limitare le voci critiche.

Rapporto di Human Rights Watch sulla Georgia