Studenti sfidano il potere in Serbia e guidano i sondaggi prima delle elezioni

22 Ottobre 2026

Studenti sfidano il potere in Serbia e guidano i sondaggi prima delle elezioni

La campagna per le elezioni parlamentari del 25 ottobre in Serbia è entrata nelle sue ore decisive, mentre gli ultimi sondaggi indicano una forte contesa tra il Partito Progressista Serbo (SNS) del presidente Aleksandar Vučić e il movimento studentesco nato dalle proteste seguite alla tragedia di Novi Sad.

Per la prima volta dopo molti anni, il potere si trova ad affrontare una seria sfida elettorale, mentre gli osservatori internazionali esprimono preoccupazioni per il clima politico e per il processo elettorale.

Il Partito Progressista Serbo (SNS) del presidente Aleksandar Vučić ha chiuso questa mercoledì la campagna elettorale con un raduno di massa nella città di Niš.

Nel suo discorso davanti ai sostenitori, Vučić ha nuovamente accusato le proteste anti-governative degli ultimi due anni di essere finanziate e organizzate da servizi stranieri con l’obiettivo di destabilizzare la Serbia e di rovesciare il suo governo.

Tuttavia, il leader serbo si è espresso convinto della vittoria della sua forza politica nelle elezioni di domenica, dichiarando che dopo le votazioni porrà la mano della cooperazione agli avversari politici «per il bene della Serbia».

All’assemblea del SNS ha partecipato anche il leader dei serbi bosniaci, Milorad Dodik, che ha valutato il ruolo di Vučić nella difesa degli interessi nazionali serbi. Dodik ha anche dichiarato che durante un recente incontro con il presidente russo Vladimir Putin a Mosca, quest’ultimo aveva espresso sostegno al presidente serbo.

Dall’altra parte della scena politica, il movimento ‘Lista degli Studenti’ sta chiudendo la campagna con una mobilitazione di grande rilievo a Belgrado. Il movimento è stato creato in seguito al crollo tragico della copertura della stazione ferroviaria di Novi Sad nel novembre 2024, un evento che ha provocato proteste diffuse contro le autorità.

Decine di migliaia di cittadini dovrebbero partecipare al comizio di chiusura degli studenti, mentre dalla sera di mercoledì grandi gruppi di giovani e sostenitori sono giunti nella capitale dopo marce di alcuni giorni partite da diverse città del paese.

Il movimento studentesco, organizzato attraverso assemblee aperte e senza una leadership politica formale, ha presentato 250 candidati al parlamento serbo. Nella lista elettorale figurano professori universitari, agricoltori, ex giudici, attori e figure sportive note, tra cui l’ex cestista serbo Dejan Bodiroga.

Gli ultimi sondaggi mostrano una significativa inversione nel panorama politico. Secondo le rilevazioni dell’Istituto di Pensiero Nuovo Politico Serbo (NSPM), «Lista degli Studenti» è in testa con il 44,5% delle preferenze, contro il 42,7% per il SNS di Vučić. Altri sondaggi danno al movimento studentesco un vantaggio anche maggiore, mentre solo alcune rilevazioni continuano a attribuire una lieve supremazia al partito al governo.

Gli analisti stimano che l’alta partecipazione alle urne, che si prevede supererà il 60%, potrebbe favorire le forze d’opposizione e i candidati sostenuti dalle proteste cittadine.

Il Parlamento Europeo ha inviato una missione speciale di osservatori per monitorare il processo, mentre le autorità serbe hanno criticato la composizione della delegazione.

D’altra parte, il presidente Vučić ha accusato alcuni osservatori internazionali di pregiudizio nei confronti della Serbia.

Il clima politico si è ulteriormente inasprito nelle ultime 24 ore, poiché la polizia serba ha condotto operazioni e arresti di attivisti a Belgrado e a Novi Sad.

Secondo l’Ufficio della Procura Generale, sei persone sono state arrestate con l’accusa di incitamento al disordine il giorno delle elezioni.

Il movimento studentesco ha reagito sostenendo che le azioni delle autorità mirano a spaventare gli attivisti e gli elettori a pochi giorni dal processo elettorale.

Le elezioni parlamentari del 25 ottobre sono considerate una delle sfide politiche più grandi degli ultimi anni per Aleksandar Vučić, mentre i risultati dovrebbero mostrare se le lunghe proteste studentesche saranno in grado di tradursi in un cambiamento significativo sulla scena politica serba.

Bianca Moretti

Bianca Moretti

Sono una giornalista italiana specializzata in politica e società dell’Europa orientale. Ho studiato relazioni internazionali a Bologna e vissuto tra Varsavia e Budapest. Scrivo per raccontare storie umane dietro ai grandi cambiamenti della regione.