Studenti albanesi a Skopje manifestano per la giustizia: l’esame di giurisprudenza deve essere somministrato in albanese

7 Aprile 2026

Studenti albanesi a Skopje manifestano per la giustizia: l'esame di giurisprudenza deve essere somministrato in albanese

Migliaia di studenti albanesi provenienti da tre atenei diversi hanno organizzato una marcia di protesta di massa a Skopje, chiedendo al Ministero della Giustizia di permettere lo svolgimento dell’esame di giurisprudenza in lingua albanese. Sotto lo slogan “Giustizia, uguaglianza, non c’è Stato senza gioventù!”, i giovani sono partiti dalla Corte Costituzionale per concludere la loro marcia davanti all’edificio del Ministero della Giustizia.

Richiesta di applicazione della legge e richieste di dimissioni

Il fulcro di questa protesta è l’applicazione della Costituzione e della Legge sull’uso delle lingue. I rappresentanti degli studenti hanno chiesto di trovare una soluzione legale urgente e hanno rivolto un appello diretto al ministro della Giustizia, Igor Fillkov, affinché rifletta. Dopo le dichiarazioni precedenti del ministro secondo cui non avrebbe permesso che l’esame si svolgesse anche in albanese, i manifestanti hanno intensificato la loro reazione chiedendo le sue immediate dimissioni.

Ai protestanti hanno avvertito che non si ritireranno dal percorso della protesta finché le loro richieste non saranno attuate.

La voce degli studenti: “La lingua albanese non si negozia”

Durante la marcia, i rappresentanti dei parlamenti studenteschi hanno sottolineato che ogni ritardo istituzionale è visto come un tentativo di negare un diritto fondamentale.

Besar Sejdiu (Presidente del Parlamento Studentesco, “Nënë Tereza”): «I nostri colleghi hanno il diritto di sostenere l’esame di giurisprudenza in lingua albanese, punto! Ogni ritardo è un tentativo di negare un diritto che ci è stato negato da molti anni. La lingua albanese è ufficiale, non si negozia! La nostra richiesta è semplice: rispettate la Costituzione e la legge, né di più né di meno.»

Besjan Rexhepi (Parlamento Studentesco, UEJL): «Questo è un messaggio diretto al ministro della Giustizia signor Fillkov, affinché prenda sul serio questa questione e rifletta con soluzioni legali concrete, non con ritardi o silenzio istituzionale e fino a ignorare le nostre richieste.»

Mevlan Ademi (Studente di Giurisprudenza): «Non si doveva pensare che nel 2026 gli studenti scendessero in strada per la loro lingua. Prima di essere studenti e professionisti, siamo albanesi. Siamo coloro che domani difenderanno la legge, ma oggi chiediamo il nostro diritto alla lingua madre. Uno Stato che non applica i propri diritti non può esistere.»

Bianca Moretti

Bianca Moretti

Sono una giornalista italiana specializzata in politica e società dell’Europa orientale. Ho studiato relazioni internazionali a Bologna e vissuto tra Varsavia e Budapest. Scrivo per raccontare storie umane dietro ai grandi cambiamenti della regione.