Modifiche alla Legge sui Contributi della Georgia
Nuove modifiche alla Legge sui Contributi della Georgia sono state presentate al parlamento, con cui i fondi forniti da missioni diplomatiche, uffici consolari e organizzazioni internazionali non verranno più classificati come contributi.
Di conseguenza, i destinatari di tali finanziamenti non saranno più tenuti ad ottenere l’approvazione del governo per riceverli.
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“È opportuno chiarire l’ente che eroga il contributo e non considerare come contributi i fondi forniti dalle missioni diplomatiche, dagli uffici consolari e dalle organizzazioni internazionali accreditate in Georgia, che sono spesi o possono essere spesi per attività derivanti da interessi politici o pubblici, approcci o relazioni di un governo straniero o di un partito politico straniero, e strettamente legati alle attività della missione diplomatica stessa.
La versione attuale della legge non si applica comunque a tali relazioni; tuttavia, per garantire un’interpretazione uniforme della legge, si ritiene opportuna la relativa chiarificazione,” si legge nella nota esaustiva del progetto di legge.
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L’organizzazione afferma che essa criminalizza ulteriormente l’espressione di opinioni critiche.

Contesto
Il pacchetto legislativo approvato il 4 marzo 2026 amplia in modo significativo la definizione di “contributo”, coprendo sia il sostegno finanziario sia quello non finanziario se può essere utilizzato per influenzare la politica interna o estera della Georgia, comprese attività collegate agli interessi di uno Stato estero o di una forza politica estera.
La legge rafforza inoltre la supervisione da parte del Servizio Statale di Controllo sull’emissione e la ricezione dei contributi. I finanziamenti forniti da un’entità giuridica estera alla filiale operante in Georgia senza l’approvazione del governo sono soggetti a sanzioni, tra cui una multa pari al doppio dell’importo del contributo.
Inoltre, le violazioni della Legge sui Contributi possono comportare responsabilità penale, con pene che includono multe, lavoro di pubblica utilità, o reclusione fino a sei anni.
Anche il processo politico è interessato dalle modifiche: le persone che lavorano in organizzazioni finanziate principalmente dall’estero sono vietate dall’iscrizione ai partiti politici per otto anni. Le restrizioni applicate ai partiti politici sono estese anche a enti che non sono formalmente partiti ma partecipano di fatto all’attività politica.
Il pacchetto restringe ulteriormente la responsabilità amministrativa delle aziende private se diventano coinvolte in attività politiche pubbliche.
Uno degli emendamenti più controversi riguarda nuove disposizioni aggiunte al Codice Penale che ampliano il concetto di “estremismo.” Ai sensi del nuovo articolo, appelli pubblici ad azioni contro l’ordine costituzionale – inclusi richieste di disobbedienza alle autorità o la creazione di strutture alternative – possono essere punibili.
Inoltre, i reati commessi per motivi di non riconoscimento delle istituzioni costituzionali sono trattati come circostanza aggravante, aumentando la pena di almeno un anno.
Secondo gli esperti del Consiglio d’Europa, una formulazione del genere permette un’interpretazione ampia e aumenta il rischio che la legge possa essere utilizzata contro il dissenso e l’attività critica.
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