L’ex ministra degli Affari Esteri e deputata del Partito Socialista, Elisa Spiropali, ha espresso sostegno alla protesta degli studenti della Macedonia del Nord per la lingua albanese.
Con un post su Facebook, Spiropali sottolinea che protestare oggi per la lingua albanese non è solo un allarme, ma un segnale che, a suo avviso, qualcosa di essenziale non sta funzionando come dovrebbe.
Lei afferma che la lingua albanese non è una questione di dibattito o di interpretazione, ma è un diritto fondamentale.
«Una linea sottile separa la dignità dal silenzio. Così è stato sempre. Protestare oggi per la lingua albanese non è solo un allarme. È un segnale che qualcosa di essenziale ancora non funziona come dovrebbe.»
«Quando un diritto previsto dalla Costituzione e dalla legge viene richiesto per strada, allora nasce la necessità di maggiore attenzione e riflessione sull’attuazione pratica. Perché i diritti non dovrebbero restare solo sulla carta; devono essere vissuti quotidianamente.»
«La lingua albanese non è una questione di dibattito. Non è compromesso. Non è tema per interpretazione istituzionale incerta. È un diritto fondamentale», si legge nel post dell’ex ministro degli Affari Esteri.
Sono contenta che la protesta degli studenti di oggi sia considerata più di una reazione, è un chiaro appello a rafforzare gli standard e a garantire i diritti fondamentali.
«Uno Stato che garantisce la lingua rafforza l’uguaglianza. E uno Stato che rafforza l’uguaglianza costruisce fiducia e stabilità per tutti i suoi cittadini.»
Sostegno agli studenti che stanno difendendo non solo la lingua, ma anche la dignità e i principi su cui dovrebbe funzionare una società giusta. Questo non è solo un problema degli albanesi. È una prova importante per tutti, per il modo in cui lo Stato funziona nella pratica, non solo a livello di principio.
«Soprattutto per i due paesi amici, che condividono lo stesso orizzonte e la stessa aspirazione europea, il rispetto dei diritti e il rafforzamento dell’uguaglianza non è solo un dovere, ma anche una direzione comune», conclude il post dell’onorevole socialista.