L’Abcasia si prepara ad attirare 100 miliardi di rubli (circa 1,25 miliardi di dollari) di investimenti russi, a seguito del Forum economico internazionale abcaso svoltosi il 2–3 aprile.
Tuttavia, il canale Telegram dell’opposizione Respublika ha reagito con scetticismo a quella che potrebbe sembrare una notizia positiva, indicando potenziali insidie — o, come è stato detto, agli stessi errori che l’Abcasia ha commesso nel passato relativamente recente.
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Una figura pubblica, Akhra Bzhaniya, afferma che è ingiusto e inutile chiedere all’Abcasia una ‘sottomissione feudale’.
Secondo Respublika, la conclusione chiave del forum è un chiaro segnale delle dimensioni e del formato in cui la Russia è pronta a impegnarsi con l’Abcasia in nuove condizioni e con una nuova equipe al Cremlino.
«La situazione appare come segue: da un lato, la parte russa sta aprendo reali opportunità; dall’altro, la parte abkhaza deve essere pronta ad agire proattivamente e a trasformare rapidamente queste opportunità in risultati», scrive il canale.
E qui, a suo avviso, risiede il principale problema:
«Tutto ciò che viene attuato in Abcasia oggi è essenzialmente guidato dalla parte russa. Sul campo manca non solo l’attuazione, ma anche l’iniziativa stessa. Invece di una strategia, c’è un patchwork. Invece di sviluppo, ci sono piccole correzioni quotidiane. Non esiste una visione su larga scala — e, soprattutto, non esiste una visione sistematica.»
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Mai prima d’ora la Russia è stata coinvolta in modo così intensivo negli affari interni dell’Abcasia

Respublika ricorda il 2010, spesso descritto come il “periodo di luna di miele” nelle relazioni russo-abkhaze. All’epoca, l’Abcasia aveva ampie opportunità grazie a un sostegno finanziario su vasta scala da parte della Russia — ma non è andata a buon fine.
«Una parte significativa dei fondi è stata dirottata. Si sono accumulati debiti multimiliardari. La corruzione e il nepotismo sono aumentati. I settori chiave, tra cui l’energia, non sono mai stati riformati adeguatamente. Invece, sono stati ristrutturati panifici — nessuno dei quali è operativo oggi», dice il canale.
Ora sostiene che la storia sta offrendo all’Abcasia una seconda opportunità, con la Russia che offre nuovamente un livello di sostegno senza precedenti. Eppure, aggiunge, persiste lo stesso difetto di sistema, l’imitazione dell’attività e gli sforzi performativi.
«Saremo in grado di sfruttare questa opportunità questa volta, oppure sarà di nuovo ridotta a consumare solo risorse?» chiedono gli autori del canale — una domanda che, nel loro inquadramento, è sostanzialmente retorica.
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Un recente dibattito parlamentare ha mostrato che l’economia dell’Abcasia è ancora alla ricerca di un modello di sviluppo sostenibile.

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