La situazione nel nord del Kosovo è tranquilla e stabile, ma presenta ancora sfide ed elementi che potrebbero alimentare tensioni. Così ha dichiarato all’agenzia di stampa Kosova Press, il capo della missione dell’Unione europea per lo stato di diritto in Kosovo, Giovanni Pietro Barbano.
«La situazione della sicurezza in Kosovo nell’ultimo periodo può essere considerata tranquilla e stabile. Guardiamo positivamente il ritorno in carica dei capi serbi dopo le elezioni locali e l’apertura dei canali di comunicazione tra di loro e la Polizia del Kosovo. Certamente ci sono ancora sfide e potenziali stimoli per tensioni, ma attraverso il dialogo e il sostegno delle istituzioni europee, crediamo che possano essere affrontate pacificamente», ha dichiarato.
Tra l’altro, il capo della EULEX, la missione europea il cui obiettivo principale è monitorare il sistema della giustizia in Kosovo, ha anche parlato dei casi di manipolazione dei voti durante le ultime elezioni parlamentari.
Secondo Barbano, la scoperta e la gestione di tali casi dimostrano al meglio che il sistema democratico in Kosovo è stabile.
«È molto positivo che le istituzioni del Kosovo siano state in grado di identificare autonomamente le loro carenze e di affrontarle. Questo dimostra che il sistema democratico è stabile. È un peccato che sia successo, ma, come è stato scoperto e trattato al livello appropriato, è uno sviluppo molto positivo», ha dichiarato il capo di EULEX.
In merito al sistema giudiziario del Kosovo, il capo della missione europea, il cui obiettivo è monitorare questo sistema, ha affermato che quest’ultimo è supportato da un quadro giuridico molto sviluppato, ispirato dagli standard europei e occidentali più elevati, ma secondo lui il problema resta l’attuazione di tale quadro che spesso si rivela sfidante per motivi strutturali, procedurali o anche a causa di ingerenze inopportune.