Il processo di integrazione della Serbia nell’Unione Europea sta attraversando i suoi giorni più difficili, mentre Bruxelles ufficiale lancia allarmi per un regresso spaventoso.
Il relatore per la Serbia presso il Parlamento Europeo, Tonino Picula, ha dichiarato con fermezza che le riforme in questo paese sono bloccate e che la situazione politica è estremamente polarizzata. Picula ha sottolineato che le promesse della Serbia per l’adesione non corrispondono alle azioni sul terreno, menzionando l’assenza ai vertici europei e la partecipazione a parate militari a Mosca.
«La situazione dei media è sconvolgente e gli attacchi ai giornalisti stanno riportando il paese in tempi bui», ha dichiarato durante la presentazione del rapporto.
Gli eurodeputati hanno criticato aspramente anche la retorica ostile del presidente Vučić e della presidente del Parlamento Brnabić nei confronti delle delegazioni europee che hanno visitato il paese.
Secondo il rapporto, la Serbia deve aumentare urgentemente la conformità alle politiche estere dell’UE, che attualmente sono a livelli insufficienti.
Bruxelles ha detto che chiede che Belgrado fermi immediatamente le misure repressive nei confronti degli studenti e degli attivisti che protestano da mesi contro la corruzione.
Il documento condanna inoltre le accuse di funzionari serbi secondo cui l’Occidente sta tentando di fomentare «rivoluzioni colorate» attraverso le proteste studentesche.