Parlamento Europeo critica la Georgia
Il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione che afferma che il processo di adesione della Georgia all’UE è stato effettivamente sospeso e che il partito al governo, Georgian Dream, è pienamente responsabile.
Secondo la risoluzione, la Georgia ha fatto marcia indietro rispetto alle nove priorità stabilite dall’UE come prerequisiti per lo status di candidato. Di conseguenza, afferma la risoluzione, la Georgia è ora un Paese candidato all’UE “solo sulla carta.”
La risoluzione è stata redatta da Rasa Juknevičienė.
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La risoluzione cita anche la commissaria per l’allargamento Marta Kos, che ha detto che il rapporto della Commissione europea sul Georgia del 2025 è “il peggior rapporto mai preparato per un Paese candidato.”
Secondo la risoluzione, il regresso democratico in Georgia ha interessato praticamente ogni area chiave.
Essa afferma che la Commissione Elettorale Centrale della Georgia, la Corte Costituzionale, l’Ufficio del Procuratore, la Banca Nazionale e l’Alto Consiglio della Giustizia hanno perso l’indipendenza e l’imparzialità.
Il rapporto afferma inoltre che l’Ufficio anticorruzione, istituito su richiesta dell’UE, è stato successivamente smantellato.
Elezioni e istituzioni democratiche
La risoluzione descrive le elezioni parlamentari del 2024 in Georgia come “truccate” e nota che la maggior parte dei partiti di opposizione boicottano le elezioni locali del 2025.
Critica anche le modifiche alla legge elettorale che hanno reso più difficile per i cittadini georgiani residenti all’estero partecipare alle elezioni.
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La proposta introdurrebbe meccanismi di salvaguardia per i futuri membri dell’UE e potrebbe limitare la loro capacità di esercitare poteri di veto.

Prigionieri politici e casi contro figure dell’opposizione
Una parte significativa della risoluzione è dedicata alla repressione politica e alla questione dei prigionieri politici.
Secondo il documento, la Georgia ha 48 prigionieri politici e altre 68 persone in detenzione preventiva arrestate per reati legati alle attività di protesta.
La risoluzione chiede inoltre la liberazione dell’ex presidente Mikheil Saakashvili per motivi umanitari e che gli sia consentito ricevere cure mediche all’estero.
Il caso della giornalista Mzia Amaghlobeli è evidenziato separatamente.
La risoluzione critica inoltre gli arresti di politici dell’opposizione, la legislazione mirata alla società civile e i tentativi di criminalizzare la critica alle autorità.
Una sezione separata è dedicata alla detenzione della leader dell’opposizione Elene Khoshtaria. Il Parlamento europeo condanna quanto descrive come trattamento disumano e degradante durante la sua detenzione e chiede il suo rilascio immediato.
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Il caso di Irakli Garibashvili
La risoluzione fa anche riferimento al caso dell’ex primo ministro Irakli Garibashvili. Secondo il documento, Garibashvili è stato trattenuto in custodia dopo essere stato condannato e aver ammesso la propria colpevolezza in un caso legato alla corruzione.
Allo stesso tempo, gli autori della risoluzione esprimono seri dubbi sul fatto che il suo processo abbia rispettato gli standard di un giusto processo.
Sostengono che il caso rifletta problemi più ampi, tra cui una giustizia politicizzata, strutture informali di potere e rivalità interne all’interno della Georgian Dream, con particolare attenzione al ruolo del fondatore e presidente onorario del partito, l’oligarca Bidzina Ivanishvili.
Sanzioni contro Bidzina Ivanishvili
La risoluzione esorta l’Unione europea a imporre sanzioni mirate su Bidzina Ivanishvili, sui membri della sua famiglia e sui suoi stretti collaboratori.
Il documento descrive Ivanishvili come la figura centrale nel sistema politico della Georgia e la persona responsabile dello spostamento del paese lontano dal suo corso pro-europeo.
Sui canali televisivi filo-governativi
La risoluzione condanna fermamente il ruolo dei media, tra cui Imedi TV, POSTV e Rustavi 2, accusandoli di “diffondere disinformazione sistematica, campagne diffamatorie e propaganda ostile contro l’Unione europea, le sue istituzioni e i suoi rappresentanti, compreso il capo della Delegazione dell’UE in Georgia e i diplomatici degli Stati membri dell’UE.”
La risoluzione nota anche l’ultima decisione del Regno Unito di imporre sanzioni su Imedi TV e POSTV.
Il Parlamento europeo chiede alle istituzioni dell’UE di riesaminare l’accreditamento di tali media all’interno delle istituzioni europee e esorta gli Stati membri a seguire l’esempio del Regno Unito adottando misure restrittive adeguate e proporzionate contro individui ed enti responsabili dell’organizzazione e del finanziamento di queste campagne di disinformazione, anche ai sensi del regime di sanzioni sui diritti umani globali dell’UE.
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Russia, China and Iran
La risoluzione affronta anche l’occupazione russa dei territori georgiani, possibili schemi di elusione delle sanzioni a beneficio di Mosca, l’influenza crescente di Cina e Iran in Georgia e la sospensione della partnership strategica tra gli Stati Uniti e la Georgia.
Per quanto riguarda la Cina, il Parlamento europeo esprime preoccupazione per la partecipazione di una società di stato cinese al progetto del porto di Anaklia.
Sulla questione iraniana, la risoluzione evidenzia i rischi posti da reti economiche e finanziarie che, secondo i deputati, potrebbero essere utilizzate per aggirare le sanzioni e facilitare il riciclaggio di denaro.
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