La Presidente della Repubblica del Kosovo, Justina Shiroka Pula, ha preso una decisione ufficiale di rimandare al Parlamento del Kosovo il riesame della legge di modifica e integrazione della legge sulle Camere Specializzate e sull’Ufficio del Procuratore Specializzato.
Secondo la nota ufficiale diffusa dalla Presidenza, questa mossa procedurale è giunta a seguito di una richiesta diretta dal gruppo parlamentare promotore. Tra l’altro si fa sapere che “La Presidente ha accettato la proposta ufficiale del Gruppo Parlamentare del Partito Democratico del Kosovo, quale sponsorizzatore della legge, al fine di offrire al Parlamento la possibilità di riesaminarla, in particolare per ciò che concerne le disposizioni relative alla giurisdizione e al mandato delle Camere Specializzate, nonché per garantire pienamente i diritti costituzionali delle persone che sono giudicate dinanzi a tali Camere”.
Nella motivazione che accompagna la decisione istituzionale, il capo dello Stato ha posto l’accento sulla verifica degli eventi storici e sulla tutela della dignità della guerra di liberazione. La Presidente Shiroka Pula ha lodato “il sacrificio, l’impegno e il contributo dell’Esercito di Liberazione del Kosovo e dei suoi capi nella lotta per la libertà e l’indipendenza del Kosovo”, confermando contemporaneamente la sua costanza rispetto alle posizioni parlamentari precedenti.
La disposizione della legge è strettamente collegata anche agli sviluppi giudiziari a livello internazionale. Nella sua decisione, la Presidente ha ricordato il suo sostegno alla Dichiarazione del Parlamento datata 28 settembre 2026 riguardo al processo contro gli ex vertici dell’UÇK presso La Haya, mentre ha evidenziato una posizione ferma “contro ogni tentativo di distorcere la verità storica del Kosovo, di mettere in discussione il carattere liberatorio della lotta o di equiparare il popolo che ha lottato per la libertà e la sopravvivenza con il regime che lo ha oppresso”.
Lo sforzo interistituzionale sembra destinato a proseguire anche sul piano diplomatico. In chiusura della motivazione, si rende noto che la Presidente “ha avviato e continua a condurre consultazioni con i rappresentanti delle istituzioni e degli enti statali competenti”, con l’obiettivo di coordinare passi diplomatici per difendere la verità storica nonché “per difendere al meglio i diritti e gli interessi dei suoi capi che sono stati giudicati presso le Camere Specializzate”.