In un momento in cui i Balcani occidentali parlano spesso di integrazione europea, ma meno di risultati concreti, il messaggio dal Summit Adriatico-Futuro a Tivat è stato diretto: senza una reale cooperazione regionale, la strada verso l’UE resta solo sulla carta.
Il Segretario Generale del Consiglio per la Cooperazione Regionale, Amer Kapetanoviç, ha sottolineato che la cooperazione tra i paesi della regione non è un lusso politico, ma una condizione da prendere sul serio da Bruxelles. Secondo lui, in una cornice geopolitica frammentata e con l’insicurezza economica in aumento, i paesi dei Balcani devono scegliere la coerenza e non l’isolamento.
«La strada verso l’UE passa per il cortile del vicino», ha detto Kapetanoviç, traducendo l’integrazione in una prova pratica di cooperazione e non in una gara di dichiarazioni.
Secondo lui, l’attenzione dovrebbe spostarsi dalla retorica all’attuazione concreta. Dalla libertà di movimento e dall’integrazione digitale, alla transizione verde e alla creazione di un mercato regionale più integrato. Il messaggio era chiaro: gli investitori non seguono i discorsi, ma i risultati.
In questo contesto, il ruolo del RCC rimane chiave per trasformare gli accordi politici in progetti concreti, soprattutto attraverso il Mercato Comune Regionale e le iniziative del Processo di Berlino, che mirano a ridurre le barriere e a un avvicinamento graduale al mercato comune dell’UE.
Il Summit Adriatico-Futuro, che si svolge dal 22 al 24 aprile a Tivat, ha riunito dirigenti politici, rappresentanti delle imprese e organizzazioni internazionali per discutere lo sviluppo sostenibile, l’innovazione e gli investimenti nella regione.
In seguito al summit, verrà dedicata una particolare attenzione al ruolo dei giovani nella cooperazione regionale e alle sfide quali la disinformazione e l’alfabetizzazione mediatica, temi che sempre di più sono considerati parte dell’“infrastruttura” dell’integrazione europea.
Il messaggio proveniente da Tivat è meno diplomatico e più pratico: l’UE non si conquista con dichiarazioni comuni, ma con risultati comuni.