La Commissione nazionale delle comunicazioni della Georgia ha vietato alle reti TV critiche Formula e TV Pirveli l’uso di 93 parole e frasi.
L’elenco include «regime», «prigionieri politici», «prigionieri di coscienza», «oligarca», «leggi repressive» e «clan giudiziario».
Transparency International Georgia (TI) ritiene che la Commissione stia utilizzando meccanismi di regolamentazione dei contenuti per punire i media critici e compromettere la loro posizione finanziaria.
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Secondo le informazioni pubblicate da TI, la Commissione per le comunicazioni ha emesso sette rapporti ufficiali negli ultimi sei mesi. Quattro riguardavano Formula TV e tre TV Pirveli. Inizialmente la Commissione ha rivolto ai radiodiffusori avvertimenti verbali, poi ha multato ciascuno di loro 2.500 lari ($926) per la prima violazione e 5.000 lari ($1.852) per la successiva. Il 1 ottobre ha inoltre imposto una multa aggiuntiva di 10.000 lari ($3.704) a Formula TV.
TI avverte che TV Pirveli potrebbe affrontare una sanzione simile se la Commissione dovesse proseguire sulla stessa linea. L’organizzazione nota che la Commissione multa i radiodiffusori a turno, mentre le sanzioni finanziarie impongono un onere ulteriore ai canali TV già operanti in condizioni economiche difficili.
TI è particolarmente preoccupata dal fatto che la Commissione abbia anche il potere di sospendere le licenze di trasmissione. L’organizzazione ritiene che l’uso di tali poteri potrebbe costituire una minaccia grave per le operazioni dei canali TV critici.
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Dove sta la linea tra imparzialità e censura?
La Commissione per le comunicazioni accusa principalmente i canali TV di violare il principio di imparzialità trattando l’attualità attraverso la lente degli atteggiamenti e delle opinioni personali dei giornalisti. Usa queste accuse per giustificare la richiesta che gli editori si astengano dall’uso di determinate parole ed espressioni.
Transparency International Georgia ha esaminato tutti e sette i rapporti preparati dalla Commissione. Ha rilevato che la Commissione aveva ritenuto 33 parole e frasi inaccettabili per TV Pirveli e 68 per Formula. Alcune espressioni compaiono in entrambe le liste, portando il numero totale di parole e frasi vietate a 93.
Tuttavia, l’organizzazione afferma che le richieste della Commissione vanno oltre l’uso di parole singole. Secondo i rapporti, anche i broadcaster devono presentare le notizie in una forma priva di quanto più possibile di valutazione e analisi.
In un esempio, un giornalista discute la creazione di un movimento informale sostenuto dalle autorità e lo definisce una “polizia della moralità”. In un altro rapporto, un giornalista sostiene che le autorità georgiane hanno copiato il modello ceceno, secondo cui i funzionari danno un mandato ufficiale agli atleti e permettono loro di usare la violenza.
Anche le espressioni considerate inaccettabili dalla Commissione includono frasi sulla detenzione di attivisti, una visita di rappresentanti del partito al governo a Washington e il processo di adesione della Georgia all’UE. In uno dei rapporti che ha suscitato sanzioni, un giornalista accusa le autorità di diffondere disinformazione. Il giornalista afferma anche che il governo attribuisce alle politiche europee la sospensione dell’integrazione europea della Georgia, invece di assumersi la responsabilità delle proprie decisioni.
La Commissione sostiene che tali formulazioni riflettano l’atteggiamento e l’opinione personali del broadcaster. Sostiene che ciò violi il requisito di imparzialità nel trattare questioni di politica pubblica, come previsto dall’Articolo 54(5) della Legge georgiana sulla radiodiffusione.
Monitoraggio dei canali pro-governo e contesto politico
Transparency International sostiene che la Commissione abbia minacciato i radiodiffusori critici con il monitoraggio dopo che il Regno Unito ha imposto sanzioni sui canali pro-governo Imedi e POSTV il 24 febbraio 2026.
Il Regno Unito ha citato la diffusione deliberata di false informazioni sulla guerra della Russia contro l’Ucraina e il sostegno alla disinformazione russa come motivi delle sanzioni.
La Commissione per le comunicazioni ha anche posto sotto monitoraggio i canali pro-governo Imedi, POSTV e Rustavi 2. Tuttavia, Transparency International sostiene che questo processo sia principalmente una formalità volta a far apparire neutrale la Commissione, mentre le autorità dirigono la reale pressione sui media indipendenti.
L’organizzazione solleva anche preoccupazioni sull’appartenenza e sull’indipendenza della Commissione. Secondo TI, il fatto che alcuni commissari siano fedeli o abbiano legami con il partito al governo Georgian Dream aumenta ulteriormente i dubbi sull’imparzialità delle loro decisioni.
Sostenibilità finanziaria dei media sotto minaccia
Le multe nei confronti dei canali TV critici aumentano anche mentre i radiodiffusori lottano con condizioni finanziarie difficili. Ripetute sanzioni e la possibilità di sospensione della licenza rendono la loro capacità di continuare l’operatività una preoccupazione ancora più acuta.
Transparency International sostiene che la Commissione non dovrebbe agire da censore né utilizzare i propri poteri per punire i media che criticano le autorità. A parere di TI, l’autoregolamentazione dei media dovrebbe avere la precedenza quando la Commissione esamina contenuti giornalistici controversi. Il ruolo principale della Commissione dovrebbe essere quello di sostenere l’auto-regolamentazione, piuttosto che punire i radiodiffusori per aver criticato il governo e per aver esposto i suoi rappresentanti.