Stati Uniti ribadiscono l’appello per la formazione delle istituzioni in Kosovo: la crisi in corso toglie opportunità al paese

20 Agosto 2026

Stati Uniti ribadiscono l'appello per la formazione delle istituzioni in Kosovo: la crisi in corso toglie opportunità al paese

Gli Stati Uniti d’America hanno ribadito l’appello ai leader politici del Kosovo affinché collaborino alla formazione delle istituzioni, in conformità con la Costituzione e le sentenze della Corte Costituzionale.

In risposta a Radio Free Europe/Radio Liberty, un portavoce del Dipartimento di Stato americano ha detto che i leader politici devono lavorare insieme per superare l’impasse istituzionale.

«Questo stallo politico continuo sta producendo opportunità perse per il Kosovo. È ora che i leader diano priorità al progresso e alla stabilità, nel bene di tutti i cittadini», ha dichiarato il portavoce.

Questo è il secondo appello simile rivolto dal lato americano nel giro di poche settimane, dato che anche l’Ambasciata degli Stati Uniti a Pristina aveva espresso una richiesta analoga di cooperazione il 12 agosto.

La nuova chiamata americana arriva in un periodo in cui l’Assemblea del Kosovo non è ancora costituita dopo le elezioni del 7 giugno.

La sessione costitutiva della nuova legislatura è iniziata il 6 agosto. I deputati hanno prestato giuramento, ma il processo non è giunto alla fase di elezione del presidente dell’Assemblea.

Albin Kurti, quale leader del movimento Vetëvendosje, ha chiesto ulteriore tempo per consultazioni con i partiti, affermando di non aver ancora raggiunto un accordo sulla formazione delle istituzioni. La sessione è stata interrotta e fissata per riprendere l’8 agosto.

Anche nel proseguimento dell’8 agosto non c’è stata alcuna candidatura per il presidente dell’Assemblea. Kurti ha chiesto nuovamente più tempo per consultazioni con i partiti, ma dopo questo la deputata dell’AAK Time Kadrijaj ha lanciato uova contro di lui. Dopo questo incidente, il presidente della sessione, Avni Dehari, ha sospeso i lavori.

Da allora, il processo è rimasto bloccato. Dehari ha detto che la prossima sessione sarà convocata solo quando i partiti avranno raggiunto un accordo per la soluzione della crisi, sostenendo che senza un accordo politico non ha senso convocare una sessione solo come formalità.

Nel frattempo, nel tentativo di trovare una soluzione politica, il 18 agosto Kurti ha incontrato il presidente della LDK, Lumir Abdixhiku, concentrandosi sull’elezione del futuro presidente; dopo l’incontro, entrambi hanno detto di avere la volontà di trovare una soluzione, concordando che nel prossimo incontro esamineranno nomi concreti per la presidenza.

La PDK e l’Alleanza, d’altra parte, hanno chiesto che la sessione proseguisse senza attendere un accordo politico. Il 12 agosto, deputati di questi due partiti si sono riuniti nell’aula dell’Assemblea chiedendo a Dehari di convocare la continuazione della sessione, e ci sono stati scontri con deputati LVV.

Oltre agli Stati Uniti, anche l’Unione Europea ha in passato rivolto un appello ai partiti politici affinché trovino al più presto una soluzione per la crisi istituzionale. L’UE ha avvertito che l’impasse politica e i ritardi nell’attuazione delle riforme potrebbero limitare la capacità del Kosovo di beneficiare del sostegno europeo.

Nell’ambito del Piano di Crescita, al Kosovo sono stati messi a disposizione 882,6 milioni di euro in sovvenzioni e prestiti agevolati fino alla fine del 2027, mentre i pagamenti dipendono dal rispetto delle tappe stabilite nell’Agenda delle Riforme.

La Commissione europea ha stabilito 111 passi di riforma per il Kosovo. Per 13 di essi, con un valore complessivo di 90,8 milioni di euro, la prima scadenza di adempimento era il 30 giugno 2026, mentre altri 27 passi, per un valore di 165,9 milioni di euro, hanno scadenza entro la fine di dicembre.

Anche il Fondo Monetario Internazionale ha valutato che l’impasse politica prolungata ha limitato i progressi del Kosovo nell’attuazione dell’agenda delle riforme del Piano di Crescita e nell’accesso a finanziamenti esterni./REL

Bianca Moretti

Bianca Moretti

Sono una giornalista italiana specializzata in politica e società dell’Europa orientale. Ho studiato relazioni internazionali a Bologna e vissuto tra Varsavia e Budapest. Scrivo per raccontare storie umane dietro ai grandi cambiamenti della regione.