Legiferazione personalizzata in Georgia
Una quota significativa delle modifiche legislative adottate in Georgia dal 2024 ha servito a consolidare il potere politico e a restringere le voci critiche, secondo un nuovo studio dell’Associazione dei Giovani Avvocati Georgiani (GYLA), che esamina la pratica della «legiferazione personalizzata».
L’organizzazione dice che legiferazione personalizzata si riferisce a leggi che servono agli interessi delle élite al potere e sono usate contro gli avversari politici o per rafforzare chi è al potere.
Secondo lo studio, è all’interno di questa tendenza che il parlamento georgiano ha adottato numerosi emendamenti legislativi dal 2024, molti dei quali attraverso un processo accelerato e senza una ampia consultazione pubblica.
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Secondo la GYLA, tra 3 aprile 2024 e 20 febbraio 2026, il parlamento ha accelerato e approvato 304 leggi. Alcune sono state introdotte come pacchetti legislativi, mentre altre hanno assunto la forma di emendamenti individuali. L’organizzazione sostiene che il processo mancasse spesso di una adeguata verifica e di un dibattito democratico.
Lo studio afferma che alcune delle modifiche adottate hanno limitato i diritti fondamentali, tra cui la libertà di riunione, la libertà di espressione e di associazione, l’indipendenza dei media e i diritti dei dipendenti pubblici.
Il rapporto mette in particolare l’accento sulla legge sui “agenti esteri” adottata nel maggio 2024, che la GYLA ritiene mirata a stigmatizzare le organizzazioni della società civile. L’organizzazione osserva che la legge è stata approvata in mezzo a proteste di massa e a una repressione violenta dei manifestanti.
Lo studio sostiene inoltre che la legge FARA adottata nel 2025, insieme agli emendamenti alla Legge sui Sussidi, ha notevolmente complicato il lavoro dei gruppi della società civile e creato meccanismi legali che rischiano di criminalizzare attivamente l’attivismo civico.
GYLA evidenzia anche gli sviluppi successivi alle elezioni parlamentari del 2024. Secondo l’organizzazione, l’elaborazione legislativa repressiva si è intensificata ulteriormente sullo sfondo di ciò che essa descrive come tortura sistemica dei manifestanti durante le manifestazioni di novembre e dicembre.
Lo studio afferma che gli emendamenti al Codice delle Offese Amministrative, al Codice Penale e alla Legge sulle Assemblee e Dimostrazioni hanno aumentato drasticamente le sanzioni relative all’attività di protesta e hanno introdotto nuovi reati direttamente legati all’espressione del dissenso.
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L’organizzazione sostiene che l’attuale quadro giuridico crea di fatto un rischio di criminalizzare la libertà di riunione. Secondo lo studio, le regole esistenti richiedono agli organizzatori di notificare Preventivamente al Ministero degli Interni in una modalità che assomiglia molto a un sistema di permessi, poiché il ministero è autorizzato a modificare l’orario, il luogo e il percorso di un raduno, nonché a decidere quando le strade possono essere riaperte al traffico. La violazione di tali requisiti può comportare la detenzione amministrativa, mentre le violazioni reiterate possono portare a responsabilità penale.
Lo studio mette anche in evidenza i cambiamenti che riguardano la libertà di espressione. Secondo la GYLA, la possibilità delle emittenti di ricevere finanziamenti esteri è stata limitata, requisiti vaghi relativi agli standard di imparzialità sono stati introdotti, e la fotografia, le registrazioni video e audio durante le udienze in tribunale sono state in gran parte vietate.
La GYLA considera inoltre problematico l’introduzione di una disposizione che vieta insulti contro funzionari pubblici e dipendenti pubblici. L’organizzazione sostiene che la misura comporti un rischio di applicazione arbitraria e potrebbe avere un effetto intimidatorio sull’espressione critica.
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Secondo lo studio, la tendenza della legislazione personalizzata è continuata nel 2026. Gli emendamenti adottati a marzo hanno ulteriormente inasprito le norme che regolano l’attività civica e politica, anche attraverso una legislazione più rigorosa legata ai sovvenimenti, l’introduzione di nuovi reati e la restrizione effettiva dell’iscrizione ai partiti politici per i rappresentanti delle organizzazioni della società civile.
L’organizzazione sostiene che l’impatto di tali cambiamenti va oltre la libertà di riunione, espressione e associazione. Secondo la GYLA, influenzano anche il pluralismo politico, la libertà accademica, il diritto alla privacy, le salvaguardie per l’indipendenza della pubblica amministrazione, i diritti delle persone LGBTQI, nonché lo status giuridico degli stranieri e delle persone apolidi.