La Commissione europea ha pubblicato il rapporto annuale sull’allargamento, nel quale la Serbia risulta con la valutazione più debole dall’inizio delle negoziazioni di adesione all’Unione europea.
Il documento sottolinea un grave peggioramento nei settori della democrazia, dei diritti fondamentali e della libertà di stampa. Secondo il rapporto, la polarizzazione politica è aumentata in modo significativo, influenzando il normale funzionamento delle istituzioni statali.
Un grave evento che ha scosso il paese, il crollo del riparo presso la stazione ferroviaria di Novi Sad, dove persero la vita 16 persone, ha suscitato proteste diffuse tra studenti e cittadini in tutta la Serbia. Sebbene la maggior parte dei raduni si siano svolti pacificamente, si registrano casi di violenza e aggressioni contro i manifestanti. Durante l’estate, le tensioni sono aumentate con atti di vandalismo e attacchi contro le imprese che sostenevano le proteste.
Anche la situazione dei media è descritta come allarmante, poiché i giornalisti affrontano minacce, cause legali e pressioni politiche. Il rapporto evidenzia la mancanza di indipendenza degli organismi regolatori e la concentrazione della proprietà dei media nelle mani di persone vicine al potere. La Commissione chiede che la Serbia garantisca pluralismo, indipendenza e qualità nella copertura.
Inoltre la corruzione e l’influenza politica sulla giustizia restano problemi gravi che ostacolano le riforme. Per quanto riguarda il dialogo con il Kosovo, Bruxelles chiede che entrambe le parti attuino gli accordi esistenti e gli impegni assunti per la normalizzazione completa delle relazioni. In definitiva, il rapporto sottolinea che la Serbia deve passare dall’impegno a livello di carta all’attuazione reale dei valori europei, altrimenti la sua strada verso l’UE resterà bloccata
Giornalista: A. Mata