Patricia Gzhebik, autrice del rapporto sul Meccanismo di Mosca dell’OSCE sulla Georgia, afferma che la reazione delle autorità georgiane a una parte del rapporto è stata “particolarmente ostile”. Aggiunge che il rapporto non mirava a “intraprendere una battaglia legale” o promuovere alcuna agenda politica.
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In un’intervista a Interpressnews, Gzhebik afferma che il suo compito era portare a termine la missione e delineare possibili modi per valutare la situazione in Georgia. Rifiuta le accuse di parzialità da parte delle autorità georgiane e afferma di non aver ricevuto alcuna “istruzioni politiche”.
Aggiunge che, nonostante le critiche successive, i suoi incontri con i funzionari durante la visita sono stati costruttivi. Gzhebik dice di aver incontrato rappresentanti di alto livello del governo, incluso il primo ministro. Le hanno permesso di porre domande e di ricevere risposte, anche dopo la sua partenza dal paese. Osserva inoltre che il rapporto cerca di riflettere le posizioni di tutte le parti, comprese le autorità.
Tuttavia, secondo Gzhebik, la sezione delle raccomandazioni ha scatenato la reazione più forte da parte del governo georgiano. Sostiene che i fatti presentati nel rapporto siano “descritti in modo abbastanza accurato” e basati su fonti multiple. Durante la sua visita, afferma di non aver incontrato scetticismo, ma piuttosto disponibilità a cooperare e chiarire la situazione.
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Nell’intervista, Gzhebik risponde anche alle affermazioni secondo cui avrebbe rappresentato gli interessi della Polonia. Dice che è stata l’OSCE, non alcuno stato, a nominarla, e che ha preparato il rapporto per l’organizzazione. Aggiunge che non è familiare con come gli stati coordinino l’inizio del Meccanismo di Mosca e che il suo ruolo si è concentrato esclusivamente sull’analisi giuridica.
Gzhebik, professoressa all’Università di Varsavia, sottolinea che lavora come esperta indipendente e non rappresenta il governo polacco. Dice che fornire pareri esperti a istituzioni internazionali e nazionali rientra nel suo lavoro professionale e non implica alcuna affiliazione politica. Rifiuta inoltre le accuse di conflitto di interessi avanzate da rappresentanti del governo, anche in relazione al suo lavoro presso i tribunali internazionali.
Secondo Gzhebik, il suo «unico interesse» era portare a termine la missione, e non aveva alcuna «agenda».
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Contesto
Il 12 marzo 2026, l’Ufficio per le Istituzioni Democratiche e i Diritti Umani dell’OSCE (ODIHR) ha pubblicato un rapporto sul Meccanismo di Mosca evidenziando un deterioramento dei diritti umani e delle libertà fondamentali in Georgia.
Il rapporto, lungo più di 200 pagine, descrive gli sviluppi in Georgia dall’inizio del 2024 a oggi. Esso delinea un arretramento democratico, un peggioramento della situazione dei diritti umani, pressioni sui media, la persecuzione di manifestanti e figure dell’opposizione, la repressione del dissenso, la presenza di prigionieri politici e l’adozione di una legislazione restrittiva.
Le autorità georgiane hanno criticato il rapporto, affermando che non riflette la piena realtà politica e legale del paese. Il rappresentante permanente della Georgia all’OSCE, Alexander Maisuradze, ha dichiarato che il rapporto contiene inesattezze fattuali, interpretazioni selettive e conclusioni politicamente di parte, suscitando dubbi sulla sua credibilità.
OSCE Moscow Mechanism report on Georgia