Il ruolo dell’Armenia nelle operazioni di gestione delle crisi dell’UE
La commissione parlamentare armena per l’integrazione europea ha espresso una valutazione positiva sulla ratifica dell’accordo «Definire il quadro dell’Armenia per la partecipazione alle operazioni di gestione delle crisi dell’UE».
L’accordo stesso è stato firmato il 30 giugno. Il ministro degli Esteri Ararat Mirzoyan ha descritto il documento firmato come un importante risultato.
«Questo è un chiaro segnale della nostra reciproca disponibilità ad ampliare l’agenda della partnership armeno-europea. Allo stesso tempo, l’accordo riflette la volontà e la preparazione dell’Armenia a contribuire costruttivamente alla sicurezza globale, alla stabilità e alla pace», ha detto.
L’accordo sarà ora discusso in una seduta plenaria del parlamento. Una volta ratificato dal parlamento, l’Armenia potrà partecipare alle operazioni di gestione delle crisi dell’UE.
Quando i giornalisti hanno chiesto se l’accordo comporti un coinvolgimento armato da parte delle forze armene, ha risposto il viceministro degli Esteri Mnatsakan Safaryan:
«In alcuni casi potremo partecipare con armi; in altri, senza. La gestione delle crisi dell’UE copre una varietà di settori. Questi potrebbero includere, ad esempio, medici o specialisti nella bonifica di mine.»
Arman Egoyan, capo della commissione parlamentare per l’integrazione europea, ha detto che non c’è alcun motivo di temere un coinvolgimento armato nelle operazioni.
«Se il nostro ministero della Difesa dovesse ritenere, sulla base della nostra esperienza e dei vari aspetti della cooperazione interstatale, che dovremmo partecipare, allora sì, parteciperemo. Proprio come abbiamo fatto nelle operazioni in Iraq, Afghanistan e Libano», ha aggiunto.
L’accordo da ratificare stabilisce le condizioni generali per la partecipazione dell’Armenia. Una volta approvato dal parlamento, i funzionari non dovranno più definire tali condizioni per ogni missione separatamente.
Secondo il Ministero degli Esteri, il coinvolgimento dell’Armenia nelle missioni UE aiuterà a instaurare e approfondire la cooperazione tra le agenzie competenti di entrambe le parti. Questo, a sua volta, contribuirà a una maggiore collaborazione all’interno di varie iniziative.
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‘È troppo presto per dire in quali operazioni specifiche parteciperemo‘
Secondo il viceministro degli Esteri Mnatsakan Safaryan, l’accordo consentirà all’Armenia di ricevere inviti e decidere se partecipare o meno a ciascuna missione.
I giornalisti gli hanno chiesto in quali zone di conflitto l’Armenia potrebbe essere coinvolta.
«Non posso specificare al momento dove possa essere presente l’Armenia. Ci saranno inviti individuali e decideremo se partecipare o meno. In questa fase è troppo presto per dire in quali operazioni specifiche parteciperemo,» ha risposto.
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Non è ancora chiaro quando il processo di liberalizzazione dei visti sarà completato. Né le autorità armene né i funzionari UE hanno fissato una tempistica specifica, ma entrambi sottolineano che il processo sta avvenendo a un ritmo accelerato.
Dettagli dell’accordo
Secondo il documento, l’Armenia può dispiegare le capacità e il personale delle sue forze di sicurezza per supportare le operazioni di gestione delle crisi dell’UE.
L’accordo stabilisce che l’UE deciderà se estendere inviti a paesi terzi, compresa l’Armenia, a partecipare a specifiche operazioni.
«L’Armenia può accettare un invito dell’UE e offrire il proprio contributo. In questo caso, l’UE deciderà se accettarlo,» si specifica nell’accordo.
Sotto questo quadro, il personale inviato dall’Armenia deve:
- essere certificato idoneo al servizio dalle autorità competenti armene.
- sottoporsi a un esame medico,
- ricevere le vaccinazioni richieste, e
Il comando di entrambe le operazioni civili e militari sarà affidato all’UE, mentre l’accordo sottolinea che «per la gestione operativa quotidiana, l’Armenia eserciterà gli stessi diritti e responsabilità degli Stati membri dell’UE che partecipano alla missione.»
Il documento evidenzia inoltre l’esigenza di proteggere le informazioni riservate dell’UE. Per garantire questo, le parti possono stipulare accordi separati che dettaglino le procedure di sicurezza per la gestione e lo scambio di informazioni sensibili.
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Conclusione del Ministero degli Esteri armeno: «Questo è consigliabile dal punto di vista della politica estera dell’Armenia»
Il Ministero degli Esteri armeno ha dichiarato che ritiene consigliabile ratificare l’accordo dal punto di vista della politica estera del paese:
«La firma dell’accordo è anche vista come un passo pratico nella politica estera, volto ad approfondire la cooperazione con l’UE e a mettere in pratica i suoi standard.»
Il ministero ha sottolineato che l’accordo permetterà all’Armenia di beneficiare dell’esperienza dei partner europei nella gestione delle crisi.
Inoltre, il documento fornirà un quadro giuridico per regolare la cooperazione:
«Poiché la partnership Armenia-UE si è recentemente ampliata per includere la collaborazione in ambito sicurezza e difesa, l’accordo creerà opportunità per approfondire e ampliare ulteriormente la cooperazione in questi settori.»
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