Elezione di un nuovo Patriarca della Georgia
Secondo uno studio pubblicato dall’organizzazione Myth Detector, dopo la morte del Catholicos-Patriarca di tutta la Georgia Ilia II, emerse nello spazio informativo della Georgia una campagna che divideva la società in due schieramenti — il “cordoglio” e la “protesta”. Questa divisione non rifletteva solo reazioni emotive ma aumentava deliberatamente la contrapposizione.
In questo contesto, politici, giornalisti e cittadini con posizioni critiche divennero spesso bersagli di campagne di screditamento. Le loro dichiarazioni e i materiali passati venivano diffusi fuori contesto per presentarli come forze che agiscono contro la Chiesa e il Patriarca.
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A tal fine, secondo i Servizi di intelligence estero (SVR), egli sta cercando di influenzare l’elezione di un nuovo Catholicos-Patriarca della Georgia.
Mito dell’«influenza straniera»
Lo studio afferma che uno dei narrativi centrali della campagna presentava gli sforzi per screditare la Chiesa Ortodossa georgiana come un processo organizzato da forze straniere — in particolare l’Occidente. Questa narrazione suggeriva anche che attori esterni stiano ora cercando di ottenere influenza sulla Chiesa e sul futuro Patriarca.
In questo contesto, ampiamente circolavano confronti con uno «scenario ucraino». Secondo questa tesi, l’Occidente sta tentando di interferire negli affari interni della Chiesa georgiana, inclusa la procedura di selezione di un nuovo Patriarca.
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Dibattito intorno al Metropolita Shio
Particolare attenzione è stata rivolta al Metropolita Shio, spesso indicato come uno dei principali candidati al Patriarca. Lo studio afferma che la critica rivolta a lui è stata sistematicamente incorniciata non come una posizione indipendente, ma come un attacco diretto al Patriarca defunto.
All’interno di questa narrazione, il rispetto per Ilia II era automaticamente collegato al sostegno a Shio, mentre la critica nei suoi confronti veniva presentata come rifiuto della scelta del Patriarca stesso. Allo stesso tempo, le opinioni espresse contro Shio erano spesso descritte come parte di una campagna coordinata da attori sia interni sia esteri.
«Le loro valutazioni sottolineano che, poiché Shio è considerato uno dei veri contendenti al Patriarca e un possibile successore della linea di Ilia II, i tentativi di screditarlo si sono intensificati.»
«Secondo questi attori, la critica a Shio non è guidata da questioni interne alla Chiesa, ma da interessi politici. Sostengono che l’opposizione cerchi di allinearsi con l’umore pubblico e di usare la questione del Patriarca per i propri scopi, mentre la campagna contro Shio nasce dalla paura che, essendo una figura indipendente, resista all’influenza politica e prosegua sulla linea attuale della Chiesa», sostiene lo studio.
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Attori e canali della propaganda
Il monitoraggio di Myth Detector mostra che tali messaggi sono stati diffusi da una vasta gamma di attori. Tra essi figuravano rappresentanti del partito al governo Georgian Dream, giornalisti di media filogovernativi, vari gruppi politici ed esperti, nonché mezzi di informazione legati al Cremlino e account anonimi sui social media.
Lo studio afferma che questo flusso informativo diversificato ha prodotto un effetto unitario. Ha spostato il dibattito pubblico in una sfera religiosa ed emotiva e ha approfondito la polarizzazione politica.
Secondo Myth Detector, tali campagne mirano non solo a screditare singole persone o gruppi, ma anche a rimodellare la realtà pubblica in modo che lo scontro politico appaia come un conflitto di valori e identità.
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