Rapporto del Parlamento britannico sulla Georgia
Il Comitato per gli Affari Esteri della Camera dei Comuni ha pubblicato un nuovo rapporto sulla disinformazione, che menziona la Georgia.
Il rapporto critica aspramente le politiche di Georgian Dream nel contesto dei ritardi dell’integrazione del paese nell’Unione europea, delle restrizioni all’opposizione, della regolamentazione più severa delle proteste e della diffusione di disinformazione. Il documento mette inoltre in evidenza paralleli tra le politiche del Georgian Dream e della Russia.
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Il documento, intitolato “Disinformation Diplomacy: How Malign Actors Are Seeking to Undermine Democracy,” presenta la Georgia come un’arena chiave della competizione geopolitica tra Occidente e Russia nella regione del Mar Nero.
Secondo il rapporto, il Regno Unito e l’Unione Europea sostengono l’aspirazione della società georgiana verso una democrazia liberale e istituzioni occidentali, inclusa la prospettiva di una futura adesione alla NATO e all’UE, mentre la Russia cerca di ostacolare questo processo e di impedire l’integrazione della Georgia nell’Occidente.
- Il documento osserva che Georgian Dream, al potere dal 2012, ha consolidato la sua posizione soppprimendo le voci dell’opposizione, sospendendo i negoziati di adesione all’UE, assegnando progetti infrastrutturali strategici a aziende cinesi e promuovendo narrazioni pro-Russia e anti-occidentali.
Il rapporto cita anche l’opinione della quinta presidente della Georgia, Salome Zourabichvili, secondo cui il governo sta tentando di restringere le attività della società civile, delle ONG e dei media indipendenti attraverso leggi e pratiche che, a suo dire, rispecchiano quelle della Russia e della Bielorussia. Queste includono la cosiddetta legge sugli “agenti stranieri”, che impone alle organizzazioni che ricevono una certa quota di finanziamenti esteri di registrarsi come “agenti stranieri”.
Il documento menziona anche l’ignoto consigliere informale della Georgia, Bidzina Ivanishvili, descritto come un miliardario che ha accumulato la sua fortuna nei settori bancario, metallurgico e delle telecomunicazioni nella Russia post-sovietica negli anni ’90 prima di tornare in Georgia e guadagnare influenza sui processi politici.
- Secondo il rapporto, Ivanishvili ha ripetutamente fatto proprie le narrazioni anti-occidentali russe, inclusi i timori che l’Occidente cerchi di usare la Georgia per aprire una “seconda frontiera” nella guerra Russia-Ucraina tramite un cosiddetto “partito della guerra globale”.
Il documento nota che l’Office of Foreign Assets Control nel dicembre 2024 ha accusato Ivanishvili di minare la traiettoria democratica e euro-atlantica della Georgia attraverso azioni che servono gli interessi della Russia, mentre il Parlamento europeo nel febbraio 2025 ha adottato una risoluzione che invita gli Stati membri a imporre sanzioni e a congelare i beni di Ivanishvili e dei suoi associati.
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Anche il Comitato per gli Affari Esteri della Camera dei Comuni ha segnalato di aver richiesto chiarimenti all’Foreign, Commonwealth & Development Office riguardo al sostegno alla società civile in Georgia e alla possibilità di ulteriori sanzioni contro il governo.
Il ministro Stephen Doughty ha risposto che il sostegno ai media indipendenti georgiani e alla società civile è una delle principali priorità della politica estera del Regno Unito, e che Londra continua ad assistere le organizzazioni interessate.
Tuttavia, Salome Zourabichvili ritiene che il sostegno pratico alla Georgia in quest’area sia insufficiente e che non esista una strategia chiara per contrapporre alla disinformazione e all’influenza russa.
- Nella parte conclusiva del rapporto, il comitato ha espresso una “profonda preoccupazione” per il deterioramento dei processi democratici in Georgia e ha affermato che la continuazione delle tendenze attuali e il rafforzamento dell’influenza russa potrebbero portare il paese verso un modello autoritario simile a quello della Bielorussia.
Il comitato ha sostenuto le sanzioni britanniche esistenti contro funzionari responsabili di violazioni dei diritti umani nel contesto delle proteste e ha raccomandato che il governo introduca nuove sanzioni mirate contro individui che sostengono la legislazione sugli “agenti stranieri”, nonché contro attori che il comitato ritiene stiano diffondendo disinformazione.
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