Restrizioni d’età per i social media in Azerbaigian
Un nuovo disegno di legge presentato al Milli Majlis dell’Azerbaigian vieterebbe alle persone di età inferiore a 16 anni di registrarsi ai servizi sociali online. Introdurrebbe anche multe sostanziali per le piattaforme, richiederebbe una registrazione locale e imporrebbe sanzioni che potrebbero includere, in ultima analisi, una progressiva limitazione del traffico Internet.
Il dibattito è cominciato poco dopo che le autorità hanno inasprito le pene amministrative a gennaio per i post sui social media ritenuti violare concetti ampiamente definiti come la “moralità pubblica” e il “disprezzo grave verso la società”. Tra febbraio e aprile sono emersi i primi casi di persone punite ai sensi di tali disposizioni.
Di conseguenza, è emersa una domanda più ampia: lo Stato cerca di proteggere i bambini dai contenuti dannosi o sta contemporaneamente trasformando la sfera pubblica digitale in uno spazio ancora più rigidamente controllato?
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Il dibattito si sposterà probabilmente su come lo Stato affronta le crescenti sfide sociali e digitali: principalmente tramite multe e punizioni, oppure svilupperà anche servizi sociali e salvaguardie legali in parallelo?
Timeline of tighter regulation
Già nel 2018, l’MP Hikmat Mammadov dichiarò in parlamento che i legislatori dovessero regolamentare l’attività sui social media per legge, collegando la questione a preoccupazioni di sicurezza informatica. Nel 2021, l’MP Sahib Aliyev propose una Legge Separata sui Social Media, giustificando l’iniziativa con il concetto di “guerra informativa”.
Nell’autunno 2024, l’MP Vugar Iskandarov sostenne che i social media operassero secondo la “legge della giungla” e servissero come strumento per manipolare l’opinione pubblica. Nel dicembre 2025, l’MP Kamal Jafarov propose di dibattere un progetto di divieto di account sui social media per i bambini sotto i 16 anni in una sessione plenaria del parlamento. Il disegno di legge attuale riflette quindi l’esito di una discussione politica che si è dipanata per anni.
La legge sui media del 2022 occupa un posto speciale in questa linea temporale. La normativa ha introdotto il concetto di “media online”, creato meccanismi per la registrazione e l’accreditamento dei media eha portato parte dello spazio digitale in un quadro giuridico più formale. Sul sito ufficiale del presidente, le autorità descrivono la legge come definente le “fondamenta organizzative, legali ed economiche” dell’attività mediatica. I critici vedono le attuali proposte sui social media come una continuazione di una tendenza più ampia verso un controllo statale più forte sullo spazio digitale. Il punto di svolta è avvenuto all’inizio di quest’anno.
Il 15 gennaio, i legislatori adottarono emendamenti alla Legge sull’Informazione, sull’Informatizzazione e sulla Protezione delle Informazioni. Gli emendamenti aggiunsero contenuti che “ledono la moralità pubblica” o che appaiono “in una forma contraria ai valori nazionali e morali” all’elenco delle informazioni proibite. Il 26 gennaio, le autorità introdussero le corrispondenti sanzioni nel Codice delle Infrazioni Amministrative.
Il 27 febbraio, il Presidente Ilham Aliyev firmò un decreto separato sulla protezione dei bambini nell’ambiente digitale. Il 12 marzo, il Consiglio dei Ministri mise due mesi a disposizione delle agenzie competenti per attuare il decreto. Il 5 giugno, il parlamento pubblicò i primi grandi disegni di legge che regolano le piattaforme digitali.
Questa sequenza di eventi mostra che la questione è andata ben oltre un puramente educativo o un’agenda di protezione dei bambini. Si è evoluta in un vasto progetto legale e politico.
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La distribuzione online di contenuti che “esprimono apertamente disprezzo per la società e insultano la moralità pubblica” è vietata.

Cosa cambia il nuovo pacchetto?
Il decreto presidenziale del 27 febbraio incarica la Camera dei Ministri di preparare regolamenti entro tre mesi che introducano restrizioni d’età per la registrazione ai social media.
Il documento richiede inoltre alle autorità di sviluppare norme sull’uso dei telefoni cellulari e dei dispositivi elettronici nelle scuole materne e nelle scuole. Richiede l’inclusione di alfabetizzazione digitale, sicurezza informatica e comportamento online responsabile nei curricula educativi. Prevede anche programmi di sensibilizzazione per genitori, insegnanti e bambini.
Il decreto della Camera dei Ministri del 12 marzo ha suddiviso questo lavoro in due binari paralleli.
Il Ministero dello Sviluppo Digitale e dei Trasporti aveva due mesi per presentare i regolamenti al governo. Nello stesso periodo, il Ministero della Scienza e dell’Educazione era incaricato di preparare proposte su regolamenti scolastici e programmi educativi.
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Discusse separatamente, le modifiche riguardano aree diverse, ma insieme indicano una nuova fase della politica punitiva dello Stato.

Norme chiave del progetto di legge
La proposta vieterebbe a chiunque abbia meno di 16 anni di aprire account sui social media.
Per gli utenti dai 16 ai 18 anni, le piattaforme dovrebbero ottenere il consenso dei genitori e introdurre una modalità sicura, impostazioni di privacy avanzate, limitazioni di geolocalizzazione e controlli sul tempo di schermo.
Le autorità verificherebbero l’età tramite un meccanismo di autocertificazione seguito da conferma usando una carta bancaria, numero di telefonino e indirizzo email.
Il progetto vieterebbe alle piattaforme di conservare i dati raccolti o di utilizzare tali dati per la pubblicità mirata.
Le sanzioni amministrative proposte includono:
Per fornitura tardiva o inaccurata di informazioni alle autorità statali:
- Funzionari: 6.000–7.000 manats (circa 3.500–4.000 USD)
- Aziende: 15.000–20.000 manats (circa 9.000–12.000 USD)
Per mancata risposta alle richieste governative entro cinque giorni:
- Funzionari: 7.000–8.000 manats (circa 4.000–4.700 USD)
- Aziende: 25.000–30.000 manats (circa 15.000–18.000 USD)
Per violazione dei requisiti di età:
- Funzionari: 8.000–9.000 manats (circa 4.700–5.300 USD)
- Aziende: 35.000–40.000 manats (circa 20.600–23.500 USD)
La proposta chiederebbe inoltre ai fornitori di registrarsi ai fini fiscali o di stabilire una registrazione legale in Azerbaigian. Avrebbero bisogno di mantenere un centro di contatto operante in lingua di stato, rispondere alle richieste delle agenzie governative entro cinque giorni lavorativi e presentare rapporti statistici annuali.
Notabilmente, la proposta va oltre la semplice restrizione dell’accesso e influenzerà anche la progettazione delle piattaforme.
Il progetto richiede alle piattaforme di disabilitare caratteristiche di progettazione manipolative per gli utenti dai 16 ai 18 anni, tra cui lo scrolling infinito e le funzioni di riproduzione automatica dei video. Richiederebbe inoltre ai fornitori di agire entro 24 ore dopo l’identificazione di contenuti dannosi.
Se un fornitore estero non dovesse conformarsi ai requisiti di registrazione locale, il progetto introduce una serie di misure di enforcing. Queste includono multe che vanno da 100.000 a 300.000 manats (circa 59.000–176.500 USD), divieti pubblicitari e una throttling progressiva del traffico Internet del 20%, 50% e 90%.
Se il Parlamento approverà la legge, essa entrerà in vigore 12 mesi dopo la pubblicazione.
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La posizione delle autorità
La logica ufficiale è relativamente semplice. Il decreto presidenziale sottolinea la necessità di meccanismi giuridici e tecnologici speciali per proteggere il “benessere psicologico, la sicurezza e lo sviluppo sano” dei bambini. Il documento si riferisce anche alle pratiche internazionali, ai controlli dei genitori, ai filtri di contenuti basati sull’età e alla promozione di un comportamento digitale responsabile.
Il decreto della Camera dei Ministri amplia questo approccio attraverso iniziative educative e programmi di ricerca.
Le narrazioni pro-governo aggiungono diversi altri argomenti al dibattito. Questi includono sicurezza informatica, manipolazione dell’opinione pubblica, protezione dei valori nazionali e morali e la necessità di proteggere i bambini dalla dipendenza, dai contenuti dannosi e dai rischi associati ai dati personali. Molte persone potrebbero trovare persuasivi questi argomenti.
Secondo DataReportal, l’Azerbaigian contava 9,27 milioni di utenti Internet e 7,61 milioni di profili sui social media entro la fine del 2025. Queste cifre corrispondono all’89% e al 73,1% della popolazione rispettivamente.
Data questa scala di utilizzo, i social media sono diventati un importante ambiente sociale che influenza famiglie, scuole e politiche pubbliche.
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Implicazioni più ampie e confronti internazionali
Per gli utenti comuni, le conseguenze pratiche della legge proposta sono probabilmente miste. Da un lato, il disegno di legge cerca di affrontare preoccupazioni genuine, tra cui contenuti dannosi, rischi legati alla geolocalizzazione, progettazione manipolativa delle piattaforme, pressioni pubblicitarie e l’elaborazione di dati personali.
Dall’altro lato, la legislazione fa affidamento sul concetto di “diffusione di massa delle informazioni”. Essa permetterebbe anche a un organo esecutivo autorizzato di determinare quali piattaforme rientrano nel regime di restrizione per età.
Il progetto esenta piattaforme educative, mediche e professionali-aziendali. Tuttavia, restano domande su come le autorità classificherebbero gruppi chiusi, applicazioni ibride che combinano funzioni di messaggistica e social media, e contenuti satirici, basati su meme o artistici destinati a un pubblico ampio.
Almeno nella versione attuale dei documenti pubblicati, le autorità non propongono pene separate per gli utenti che aggirano i requisiti di verifica dell’età tramite VPN o altri mezzi tecnici. Invece, il quadro di applicazione mira principalmente a fornitori di piattaforme e servizi.
L’esperienza internazionale suggerisce che Baku non sta perseguendo un approccio unico. Tuttavia, propone una combinazione particolarmente severa di misure.
Sotto una normativa adottata in Australia nel 2024, e secondo le linee guida del regolatore della sicurezza online del paese, le piattaforme devono adottare “misure ragionevoli” per impedire alle persone di età inferiore a 16 anni di utilizzare i servizi di social media. Il sistema è operativo dal dicembre 2025.
In Francia, la legge del 2023 sulla “maggiorità digitale” fissa l’età minima per l’uso dei social media a 15 anni. Tuttavia, secondo le spiegazioni ufficiali, le autorità non hanno ancora attuato pienamente la legislazione perché necessitano delle necessarie regolamentazioni secondarie e la coordinazione con la Commissione Europea.
Il modello azero non copia direttamente né la politica di età-restrizione dell’Australia né l’approccio europeo alla regolamentazione delle piattaforme.
Piuttosto, combina elementi di entrambi i modelli e li adatta al contesto politico locale. Questi elementi includono l’argomento della protezione dei minori, l’intervento nel design tecnico e dei contenuti delle piattaforme social, i requisiti per le aziende di mantenere una presenza locale e un controllo più stretto sulle piattaforme straniere tramite multe e altre misure restrittive.
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Conclusione
Nel breve periodo, è probabile che il governo continui a giustificare il pacchetto con argomenti relativi alla protezione dei bambini, all’alfabetizzazione digitale e alla disciplina scolastica.
La proposta contiene, infatti, più di semplici restrizioni. Include controlli parentali, protezioni della privacy, misure di progettazione anti-dipendenza e iniziative educative.
Nel lungo periodo, però, resta la domanda chiave se le autorità applicheranno queste regole in modo trasparente, mirato e prevedibile.
Oppure diventerà un’altra tappa nell’espansione graduale del controllo dello Stato sullo spazio digitale dell’Azerbaigian? I critici fanno notare il Legge sui Media del 2022, le emendamenti del 2026 riguardanti la “moralità pubblica” e il nuovo regime di verifica dell’identità sui social media come misure che sempre più fanno parte di un unico quadro regolatorio.
Dato l’attuale ambiente legale e politico dell’Azerbaigian, è difficile escludere completamente lo scenario inferiore.
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