«Credo nella democrazia, perciò ho convocato l’Assemblea straordinaria del partito per il mio allontanamento, come mi è stato chiesto. Giovedì, il 30 luglio, definiremo la LDK. Dopo di essa, definiremo la Repubblica.» Questa fu la dichiarazione del presidente della Lega Democratica del Kosovo, Lumir Abdixhiku, quando annunciò la riunione dei delegati del suo partito prevista per giovedì, sebbene, secondo lui, fosse inutile e prematura.
«Lo considero un processo unilaterale dannoso e divisorio, non per il mio destino personale, ma per le ferite che la LDK ha inflitto. Non è stata né la tempistica né il luogo, e tanto meno il modo per portarlo avanti.» – ha dichiarato Abdixhiku, sottolineando che rispetta la democrazia e ha fiducia nell’adesione dei membri del suo partito.
«Entrerò in questa Assemblea con convinzione, con calma e con piena fiducia nel nostro popolo, e in questo cammino resterò, perché oltre la convinzione non ho nient’altro e da queste convinzioni nasce anche il mio appello, ai delegati della LDK. Restate!» – ha dichiarato, tra l’altro, il leader della terza formazione politica più grande del Kosovo.
Abdixhiku ha convocato l’Assemblea straordinaria del partito per la rimozione dall’incarico su richiesta presentata da oltre 150 delegati su 355 di tali delegati, che sono stati spinti dalla sconfitta nelle elezioni del 7 giugno.
La Lega Demokratike e Kosovës è risultata terza, dietro LVV e PDK, ma gli sviluppi sono giunti mentre quel partito intratteneva colloqui con l’entità vincitrice delle elezioni su un accordo per la creazione delle nuove istituzioni, negoziati che sono rimasti sospesi, mentre la sessione per la costituzione dell’Assemblea, che aprirà la strada a quel processo, è prevista per il 6 agosto.