PACE critica la Georgia
L’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa (PACE) ha adottato una risoluzione critica sulla Georgia il 24 giugno, esprimendo grave preoccupazione per il repentino arretramento democratico, la repressione politica e la profonda crisi istituzionale del paese.
La risoluzione, intitolata «Il funzionamento delle istituzioni democratiche in Georgia», si basa sui risultati dei co-relatori PACE che monitorano la situazione nel paese.
Riafferma le valutazioni precedenti, osservando che la pressione su società civile, opposizione e voci critiche in Georgia continua.
Tali risoluzioni di monitoraggio vengono adottate ogni pochi anni per i 10 Stati membri del Consiglio d’Europa che rimangono sotto la procedura di monitoraggio dell’Assemblea.
PACE esorta le autorità georgiane a porre fine alla persecuzione dell’opposizione e ad abrogare leggi repressive
I rappresentanti della PACE hanno visitato la Georgia dal 10 al 12 novembre, incontrando il presidente del parlamento, deputati del partito al governo e figure dell’opposizione.
La risoluzione afferma che i tentativi di vietare i partiti di opposizione e di incriminare i loro leader stanno spingendo la Georgia verso un regime monopartitico e una dittatura. PACE chiede di interrompere il processo di vietare i partiti di opposizione e di porre fine alle incriminazioni motivate politicamente.
Secondo la PACE, le condizioni necessarie per elezioni veramente libere e democratiche non esistono, date la pressione e la profonda polarizzazione politica nel paese.
L’Assemblea esorta il governo del Georgian Dream ad avviare un dialogo politico aperto e inclusivo con l’opposizione e la società civile.
La risoluzione critica inoltre fortemente le restrizioni alla libertà di espressione e di riunione, nonché la pressione sui media indipendenti e sulle organizzazioni della società civile. Chiede l’abrogazione di leggi considerate repressive, tra cui:
- La Legge sulla Trasparenza dell’Influenza Straniera;
- La Legge sulla Registrazione degli Agenti Stranieri;
- ed altri emendamenti legislativi recenti che, secondo la risoluzione, limitano le libertà civili e politiche.
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L’Assemblea esprime inoltre preoccupazione per i rapporti su violenze della polizia, possibili torture e maltrattamenti dei detenuti, chiedendo un’indagine indipendente su queste accuse.
La risoluzione sostiene i riscontri del rapporto sul Meccanismo di Mosca dell’OSCE e sollecita le autorità georgiane ad attuare le sue raccomandazioni.
Ulteriori emendamenti alla risoluzione esprimono preoccupazione per:
- la salute della leader dell’opposizione incarcerata Elene Khoshtaria;
- l’arresto e il deterioramento della salute dell’ex presidente Mikheil Saakashvili, chiedendo il suo trasferimento all’estero per cure mediche;
- rapporti che la Georgia potrebbe essere stata usata per aggirare le sanzioni imposte alla Russia;
- il caso di deportazione del giornalista azero Afgan Sadygov;
- l’attività militare russa nel Mar Nero e i piani di costruire una base navale russa a Ochamchire, Abkhazia.
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Il rapporto dettaglia casi di persecuzione e repressione. L’OSCE invita ad abrogare o a una revisione fondamentale delle leggi che non rispettano gli obblighi internazionali e hanno portato a un arretramento democratico

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