Il Primo ministro del Kosovo, Albin Kurti, durante la sua visita negli Stati Uniti d’America, ha incontrato il congressista americano Mike Lawler, con il quale ha discusso della sentenza delle Corti Specializzate del Kosovo emessa a L’Aia nei confronti dei quattro ex capi dell’Esercito di Liberazione del Kosovo (UÇK), nonché della situazione degli albanesi nella Valle di Preševo.
Attraverso un post sulla piattaforma X, Kurti ha dichiarato che la sentenza contiene, a suo avviso, “inaccuratezze fattuali, fraintendimenti storici e errori giuridici”, esprimendo l’auspicio che tali questioni vengano affrontate durante la procedura di appello.
Kurti ha anche sottolineato che la sentenza non includeva le pretese relative al traffico di organi presentate nel rapporto di Dick Marty e che respingeva le pretese della Procura per crimini contro l’umanità. Secondo lui, le altre conclusioni della sentenza devono essere riesaminate nel procedimento di appello.
Il 16 settembre, le Corti Specializzate del Kosovo hanno dichiarato colpevoli e condannato complessivamente a 81 anni di reclusione Hashim Thaçi, Jakup Krasniqi, Kadri Veseli e Rexhep Selimi per crimini di guerra. Thaçi e Krasniqi sono stati condannati a 25 anni di carcere ciascuno, Veseli a 18 anni, mentre Selimi a 13 anni.
Nell’incontro con Lawler, secondo Kurti, è stata discussa anche la situazione degli albanesi nella Valle di Preševo. Il premier ha dichiarato di aver chiesto al congressista americano sostegno per la questione della disattivazione degli indirizzi di residenza degli Albanesi in Serbia, argomentando che ciò influenza i loro diritti di voto e l’accesso ai documenti ufficiali.
Nell’incontro ha partecipato anche l’onorevole albanese al Parlamento della Serbia, Shaip Kamberi.
L’incontro si è svolto nel contesto della visita di Kurti negli Stati Uniti, dove sta tenendo incontri ai margini della Settimana di alto livello dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. La visita arriva dopo le sue dichiarazioni sulla formulazione di una strategia statale in relazione alla reazione alla sentenza delle Corti Specializzate, includendo il sostegno ai team difensivi nelle procedure di appello e l’impegno diplomatico.