In occasione della Giornata della Liberazione di Pristina, ex membri dell’Esercito di Liberazione del Kosovo (UÇK), vestiti con le loro uniformi, hanno marciato nelle piazze della capitale chiedendo la liberazione degli ex capi dell’UÇK che sono giudicati all’Aia.
I veterani hanno sottolineato che la lotta dell’UÇK è stata giusta e che il processo nei confronti degli ex dirigenti è ingiusto. Hanno espresso ottimismo sul fatto che gli ex capi torneranno presto in Kosovo.
Asllan Doshi, veterano invalido di guerra e ex vicescomandante Togu, ha detto che la marcia è un’espressione di rispetto per tutti coloro che hanno contribuito alla liberazione del paese.
«Crediamo che la liberazione debba essere immediata, perché questo processo è un giudizio ingiusto della nostra guerra di liberazione.»
Anche il veterano Hajzer Bistrica ha ricordato il suo impegno fin dai primi giorni della guerra fino alla liberazione del paese. Ha detto di sentirsi orgoglioso di essere testimone vivente del sacrificio di quel periodo.
«Ho trasportato le armi dall’Albania in Kosovo per aiutare i nostri soldati. Sono orgoglioso che oggi sia testimone vivente di quel sacrificio.»
Bistrica ha altresì osservato che gli ex capi dell’UÇK non avrebbero dovuto affrontare il processo giudiziario all’Aia e che attende il loro ritorno il prima possibile in Kosovo.
Il comandante della Quinta Area Operativa Llap–Gollak, Islam Kelmendi, ha sottolineato che l’uniforme dell’UÇK resta un simbolo sacro per i combattenti e che ogni apparizione con essa suscita le emozioni dell’epoca della guerra.
Nel frattempo, il sindaco di Pristina, Përparim Rama, ha ringraziato i veterani per la partecipazione alla marcia, definendo l’iniziativa come un omaggio al sacrificio dei martiri e alle famiglie che hanno contribuito alla libertà del paese.
«Auguri per l’11 giugno, Giornata della Liberazione della capitale! Gloria a tutti i martiri e alle loro famiglie che hanno dato tutto affinché oggi siamo liberi e possiamo festeggiare questa splendida giornata in pace.»