Durante il Summit della Diaspora, durante il Panel V intitolato “Diaspora mbarëshqiptare: stiamo facendo ciò che serve insieme?“, si è svolto un ampio dibattito sulla necessità di un coordinamento istituzionale e di un approccio comune per far avanzare gli interessi della diaspora albanese.
Il ministro degli Esteri dell’Albania, Ferit Hoxha, nel suo intervento ha sottolineato che la diaspora albanese è una unità unica, indipendentemente dai confini statali, e che sia necessaria una strategia comune per rappresentarla e coinvolgerla nelle decisioni.
Ha dichiarato che l’Albania sta costruendo una nuova strategia per il periodo 2026–2030, che sarà discussa anche con il Kosovo e gli altri paesi della regione.
«La nostra diaspora non è divisa. A Bruxelles, Londra, negli Stati Uniti o in Australia, hanno lingua, identità e interessi comuni. Se non abbiamo un approccio comune, non avremo un’azione comune», ha detto Hoxha, sottolineando che la coordinazione tra le istituzioni e le rappresentanze diplomatiche è l’ABC di un’interazione di successo.
Ha aggiunto che gli elementi comuni quali la lingua, l’identità e la cultura devono essere al centro delle politiche, mentre investimenti, innovazione e talento devono essere armonizzati in modo che tutti i paesi albanesi ne traggano beneficio senza competere tra loro.
«È necessario avere una interazione culturale il più armonizzata possibile, perché abbiamo quasi tutto in comune e non abbiamo assolutamente nulla di separato», ha affermato il ministro.
Alla fine, Hoxha ha ammesso che l’approccio attuale in Albania è ancora frammentato, con ministri, agenzie e centri differenti che si occupano della diaspora, ma ha sottolineato che è giunto il momento di avanzare verso un coordinamento chiaro e condiviso.
«Solo coordinandoci nel modo migliore tra di noi possiamo ottenere risultati di grande impatto per la nostra diaspora e per i nostri paesi», ha concluso.