La situazione dei diritti umani in Georgia sta vivendo una delle crisi più gravi dall’acquisizione dell’indipendenza del paese, mentre le autorità utilizzano le istituzioni statali per sopprimere il dissenso, secondo un nuovo rapporto di Amnesty International che esamina gli sviluppi in Georgia negli ultimi 500 giorni.
Il rapporto, intitolato “Anatomia della repressione – Georgia: 500 giorni di protesta, repressioni e resilienza”, descrive come sia emerso un sistema di repressione multilivello. Secondo Amnesty International, il sistema combina restrizioni legislative, campagne di disinformazione, violenza della polizia e l’uso delle istituzioni giudiziarie contro i critici delle autorità.
OSCE Moscow Mechanism report warns human rights situation worsening in Georgia
Il rapporto descrive la situazione in Georgia in dettaglio dall’inizio del 2024 fino ad oggi.
Secondo Amnesty International, la risposta del governo georgiano al malcontento pubblico e ai movimenti di protesta è diventata sempre più dura dal 2022. Gli autori collegano questa tendenza sia alle critiche alle politiche delle autorità nei confronti della guerra su vasta scala della Russia in Ucraina sia alla questione dell’integrazione della Georgia nell’Unione Europea.
Il rapporto afferma che le autorità spesso dipingono i critici del governo — tra cui politici di opposizione, attivisti della società civile e rappresentanti dei media indipendenti — come “agenti esteri”, “radicali” o “traditori”. Amnesty International sostiene che tale retorica alimenta la polarizzazione nel dibattito pubblico e serve a delegittimare i gruppi dissidenti.
Il rapporto si concentra anche sui cambiamenti legislativi adottati negli ultimi anni, tra cui la Legge sulla Trasparenza dell’Influenza Straniera, la Legge sulla Registrazione degli Agenti Stranieri e altre regolamentazioni che riguardano organizzazioni e individui che ricevono finanziamenti esteri. Amnesty International sostiene che tali misure hanno significativamente complicato il lavoro delle organizzazioni della società civile e le hanno sottoposte a pressioni legali e finanziarie crescenti.
OSCE: ‘Laws restricting freedom of expression in Georgia must be repealed’
“L’arresto di persone che partecipano a proteste pacifiche viola gli obblighi internazionali in materia di diritti umani”

Il rapporto fornisce numerosi esempi di organizzazioni non governative che hanno ridotto le proprie attività o licenziato personale. Tamta Mikeladze, direttrice del Social Justice Centre, ha dichiarato che dopo che le autorità hanno congelato i conti bancari dell’organizzazione, il centro ha potuto proseguire il proprio lavoro solo grazie all’impegno dei volontari.
I giornalisti descrivono difficoltà simili. La fotoreporter Mariam Nikuradze, citata nel rapporto, dice che il giornalismo in Georgia non è mai stato così pericoloso come oggi. Secondo Nikuradze, i professionisti dei media affrontano contemporaneamente minacce alla loro sicurezza fisica, restrizioni legali, instabilità finanziaria e campagne ostili da parte delle autorità.
Georgia’s journalists forced to leave profession — their stories
Man mano che la pressione cresce sui media indipendenti della Georgia, alcuni giornalisti sono costretti a reinventarsi, pur sperando di tornare.

Una delle sezioni più estese del rapporto è incentrata sui movimenti di protesta che si sono svolti nel 2024 e nel 2025. Amnesty International sostiene che le autorità hanno risposto con una “repressione brutale”.
Il rapporto descrive l’uso di lacrimogeni, idranti e proiettili di gomma. Documenta inoltre episodi di pestaggi di manifestanti pacifici e detenzioni arbitrarie.
Amnesty International presta particolare attenzione alle proteste che hanno seguito le elezioni parlamentari del 2024 e alle dimostrazioni che si sono svolte dopo che il governo ha annunciato una “pausa” di quattro anni nei colloqui di adesione della Georgia all’UE. Secondo il rapporto, le forze di sicurezza hanno significativamente aumentato l’uso della forza durante questo periodo.
Il documento include testimonianze di detenuti che descrivono di essere stati intrappolati in cordoni di polizia, esposti a irritanti chimici, cosiddette “corridoi delle percosse” e violenza fisica grave sia durante l’arresto sia all’interno dei veicoli della polizia. Il rapporto evidenzia anche il caso di Aleksandre Tirkia, 22 anni, che ha riportato gravi ferite dopo che una granata lacrimogena gli ha colpito la testa durante le proteste di dicembre 2024.
Amnesty International cita anche dati dall’Ufficio del Difensore Pubblico. Secondo tali cifre, tra il 78% e l’88% dei detenuti nel 2024-2025 ha riferito di aver subito maltrattamenti durante la custodia. Il rapporto afferma che più di 300 detenuti hanno riportato abusi fisici nel solo novembre 2024, mentre decine hanno richiesto cure ospedaliere.
How special forces beat protesters in Tbilisi: stories from those hospitalized
Condividiamo le storie e le immagini di persone che sono state brutalmente picchiate, ferite e arrestate durante le proteste pro-europee a Tbilisi

L’organizzazione fornisce inoltre una valutazione fortemente critica del sistema giudiziario georgiano. Gli autori del rapporto sostengono che i tribunali operano sotto l’influenza delle autorità e, nei casi legati all’attività di protesta, spesso approvano le richieste dei pubblici ministeri senza un’adeguata verifica.
Secondo il rapporto, i tribunali hanno imposto multe pesanti, detenzione amministrativa e, in alcuni casi, condanne a carico dei manifestanti. Amnesty International afferma che più di 150 persone rimangono in custodia in relazione a casi legati alle proteste.
L’organizzazione osserva inoltre che le autorità hanno imposto multe sostanziali ai cittadini per stare sulle carreggiate fin dal dicembre 2024. In seguito, le autorità hanno esteso tali sanzioni anche a coprire alcune forme di attività di protesta che avvengono sui marciapiedi.
GYLA study: Laws passed in Georgia since 2024 affect fundamental rights
Secondo l’Associazione dei Giovani Avvocati della Georgia (GYLA), molti di questi cambiamenti hanno contribuito a consolidare il potere politico e a restringere le voci critiche.

Un altro punto chiave delle conclusioni del rapporto riguarda l’impunità degli ufficiali delle forze dell’ordine. Secondo Amnesty International, nonostante centinaia di denunce e numerosi casi pubblicamente documentati di violenza, le autorità hanno preso pochissimi provvedimenti per rendere responsabili gli agenti di polizia.
L’organizzazione osserva che i pubblici ministeri hanno incriminato solo cinque ufficiali di polizia, tutti in relazione a un singolo caso. Secondo il rapporto, le indagini indipendenti dei media hanno portato alla luce i presunti reati.
Denis Krivosheev, direttore aggiunto di Amnesty International per l’Europa orientale e l’Asia centrale, ha dichiarato che l’esperienza della Georgia negli ultimi anni dimostra quanto rapidamente le istituzioni statali possano trasformarsi in un meccanismo repressivo utilizzato per consolidare il potere del governo.
Nelle sue conclusioni, Amnesty International chiede alle autorità georgiane di abrogare leggi che, secondo l’organizzazione, limitano ingiustamente la libertà di espressione, di associazione e di assemblea. L’organizzazione esorta inoltre il governo a liberare tutti gli individui detenuti esclusivamente per l’esercizio pacifico dei propri diritti, a garantire l’indipendenza della magistratura e a condurre indagini approfondite su tutte le accuse di violenza da parte delle forze dell’ordine.
Contemporaneamente Amnesty International fa appello alla comunità internazionale affinché sostenga la documentazione, l’indagine e la valutazione giuridica delle violazioni dei diritti umani in Georgia sia a livello nazionale sia internazionale.
Amnesty International report 2025: Repression and shrinking civic space in Georgia

Amnesty International sulle proteste in Georgia