Freedom House sulle relazioni Georgia-Stati Uniti
L’organizzazione internazionale per i diritti umani Freedom House ha pubblicato un articolo intitolato “No Reset Without Release: Georgia’s Political Prisoners and the Price of Better Relations with Washington.”
L’organizzazione sostiene che le relazioni tra gli Stati Uniti e la Georgia non dovrebbero essere normalizzate finché il governo georgiano non rilasci le persone che Freedom House ritiene detenute o imprigionate per l’esercizio delle loro libertà fondamentali.
Gli autori osservano che funzionari di alto livello del governo georgiano hanno reiterato nei mesi recenti il desiderio di migliorare i rapporti con l’amministrazione di Donald Trump.
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Secondo Freedom House, i membri del governo di Georgian Dream hanno presentato i contatti diplomatici rinnovati e progetti commerciali — incluso l’eventuale costruzione di un Trump Tower di 70 piani a Tbilisi — come segni di un miglioramento dei rapporti tra Washington e Tbilisi dopo diversi anni di tensione.
Tuttavia, l’organizzazione sostiene che Georgian Dream abbia continuato a perseguire una politica estera che suscita preoccupazioni tra i partner occidentali. L’articolo nota che il governo ha ampliato la cooperazione con la Cina, anche attraverso un accordo di partenariato strategico firmato nel 2023.
L’articolo analizza inoltre l’approfondimento dei legami della Georgia con l’Iran, la partecipazione di funzionari georgiani di alto livello a eventi statali iraniani e accuse che la Georgia sia stata coinvolta in possibili schemi per aggirare le sanzioni internazionali imposte all’Iran.
Gli autori aggiungono che il governo georgiano ha affrontato crescenti critiche in merito alle accuse di aver contribuito a facilitare l’evitamento delle sanzioni imposte alla Russia.
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Secondo Freedom House, lo spostamento della politica estera della Georgia è coinciso con una vasta campagna contro il dissenso interno. L’organizzazione afferma che questo processo è seguito dall’adozione di leggi ampiamente ritenute repressive, nonché dalla decisione del governo di sospendere i negoziati di adesione all’UE nel 2024. Gli autori sostengono che tale mossa abbia ignorato un forte sostegno popolare all’integrazione europea e a legami più stretti con partner democratici.
L’articolo sostiene inoltre che le autorità dipingono sempre più l’integrazione euro-atlantica non come una base per la sicurezza e la prosperità della Georgia, ma come una fonte di instabilità e conflitto.
«Giornalisti, oppositori politici, studenti, artisti e cittadini comuni sono stati incarcerati, mentre le autorità hanno adottato leggi volte a limitare la libertà di espressione», afferma l’articolo.
Freedom House cita anche valutazioni del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti. Nelle note si segnala che la sospensione dei negoziati di adesione all’UE è avvenuta dopo le elezioni parlamentari che, secondo il dipartimento, sono state macchiate da accuse di frode e intimidazione degli elettori.
Secondo l’organizzazione, la Georgia rimane classificata come un paese «Parzialmente Libre». Nel rapporto 2026 di Freedom House, il punteggio della Georgia è sceso a 51 punti, sette punti in meno rispetto a due anni prima.
«Washington dovrebbe cercare di mantenere la Georgia all’interno dello spazio democratico e euro-atlantico, poiché il futuro del paese influenzerà l’equilibrio di potere tra forze democratiche e autoritarie in una regione strategicamente importante. Tuttavia, ciò non significa che gli Stati Uniti dovrebbero normalizzare le relazioni alle condizioni del Georgian Dream.»
«L’amministrazione Trump dovrebbe considerare la liberazione dei prigionieri politici della Georgia come il primo e più ovvio test se il Georgian Dream è effettivamente disposto a prendere misure che migliorerebbero i rapporti con gli Stati Uniti», scrivono gli autori.
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Prigionieri politici
Freedom House sostiene che l’amministrazione Trump abbia già dimostrato come l’impegno diplomatico di alto livello possa contribuire a ottenere la liberazione di prigionieri politici. Come esempio, l’organizzazione cita il lavoro dell’inviato speciale John Cole, che ritiene abbia contribuito alla liberazione di centinaia di prigionieri nelle carceri della Bielorussia negli ultimi mesi.
Secondo gli autori, la questione dei prigionieri politici in Georgia merita lo stesso livello di attenzione internazionale.
Uno degli esempi più noti citati nell’articolo è Mzia Amaghlobeli, fondatrice dei media indipendenti Batumelebi e Netgazeti.
Freedom House evidenzia anche il caso del giovane attivista Zviad Tsetskhladze, che, secondo l’organizzazione, è stato arrestato durante proteste pro- europee nel dicembre 2024 e resta in carcere. L’organizzazione lo descrive come un simbolo della campagna del governo contro l’attivismo studentesco e giovanile.
I autori sottolineano che la repressione va oltre gli attivisti politici. L’articolo menziona l’attore Andro Chichinadze e il cantante d’opera Paata Burchuladze, che l’organizzazione afferma abbiano affrontato pressioni legali a causa dei loro legami con le attività di protesta.
Freedom House richiama anche l’attenzione sui politici dell’opposizione, tra cui Giorgi Vashadze, Zurab Japaridze, Nika Melia ed Elene Khoshtaria, che avrebbe subito persecuzioni.
Gli autori sostengono che questi casi riflettano una tendenza più ampia in cui il sistema giudiziario e i pubblici ministeri sono sempre più impiegati per sopprimere il dissenso e indebolire l’opposizione democratica.
Secondo Freedom House, organizzazioni di monitoraggio indipendenti hanno documentato distorsioni sistemiche nei tribunali, uso sproporzionato della detenzione preventiva e persecuzioni politicamente motivate di manifestanti pacifici.
L’organizzazione nota che prima del 2024 erano stati registrati solo un numero limitato di tali casi. Dice che i gruppi per i diritti umani georgiani riferiscono ora che 113 persone sono in prigione per casi ampiamente ritenuti politicamente motivati. Di questi, 58 stanno scontando una pena e 55 restano in detenzione preventiva.
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La via della libertà
Secondo Freedom House, la strategia di sicurezza nazionale dell’amministrazione Trump fornisce un quadro chiaro per rendere la liberazione dei prigionieri politici una condizione chiave per qualsiasi “reset” nelle relazioni USA-Georgia.
L’articolo cita disposizioni della strategia che affermano che la libertà di espressione, di religione e di coscienza, nonché il diritto dei cittadini di scegliere e governare il proprio governo, sono diritti fondamentali che non dovrebbero essere limitati. Il documento afferma inoltre che gli Stati Uniti eserciteranno pressioni sui paesi che dichiarano di sostenere questi principi affinché li mettano in pratica.
Gli autori scrivono che il governo georgiano spesso proclama il proprio impegno per questi valori, ma sostengono che il suo trattamento dei prigionieri politici offre una prova più affidabile di quanto tali dichiarazioni riflettano la realtà.
Secondo Freedom House, gli Stati Uniti non dovrebbero normalizzare ciò che descrive come repressione in corso in Georgia semplicemente perché Georgian Dream ha cercato di migliorare i rapporti con Washington attraverso l’impegno diplomatico e iniziative commerciali.
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Gli autori sostengono che se il partito al governo vuole una cooperazione più stretta con gli Stati Uniti, Washington dovrebbe chiedere riforme democratiche concrete in cambio. Esse dovrebbero includere il ripristino del pluralismo politico, la protezione della società civile e dei media indipendenti, e garantire elezioni libere e eque.
Secondo Freedom House, tali riforme sono essenziali se la Georgia vuole rimanere all’interno della comunità euro-atlantica piuttosto che farsi trascinare nella sfera di influenza di stati autoritari.
«La liberazione dei prigionieri politici dovrebbe essere vista come requisito minimo, non come la domanda finale», afferma l’articolo.
L’organizzazione sostiene inoltre che finché Georgian Dream continuerà a ciò che descrive come la repressione dei propri cittadini, il indebolimento delle istituzioni democratiche e l’approfondimento dei legami con forze contrarie agli Stati Uniti, Washington e i suoi partner dovrebbero mantenere la pressione sui responsabili.
Freedom House suggerisce che tale pressione potrebbe includere sanzioni, restrizioni sui visti e altre misure mirate contro funzionari, giudici, pubblici ministeri e sostenitori influenti ai quali l’articolo associa il regresso democratico e la repressione politicamente motivata.
In conclusione, l’organizzazione osserva che una quota significativa della popolazione della Georgia continua a sostenere la democrazia e l’integrazione euro-atlantica. Freedom House afferma che la politica degli Stati Uniti dovrebbe riflettere e dimostrare solidarietà verso tali aspirazioni.
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Rukhadze sostiene inoltre che il primo ministro Irakli Kobakhidze ha insultato il deputato Joe Wilson e che ciò avrà delle conseguenze

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