Il Commissario governativo per le persone scomparse in Kosovo ha annunciato due nuove identificazioni di persone scomparse durante la guerra, chiarendo che i casi non sono collegati agli esumazioni più recenti a Zubin Potok né ai luoghi indicati quest’anno.
Secondo il comunicato della Commissione, nella settimana passata sono stati ricevuti due rapporti di DNA, attraverso i quali sono stati identificati i resti mortali di due persone scomparse durante la guerra.
«Il Commissario governativo per le persone scomparse informa che nella settimana trascorsa sono stati ricevuti due rapporti di DNA per l’identificazione dei resti mortali di due persone scomparse durante la guerra. Precisiamo che queste due identificazioni non sono collegate alle esumazioni a Kalludër e Jabukë, né agli sviluppi più recenti a Zubin Potok né a qualche altro luogo indicato quest’anno», si legge nel comunicato.
Il Commissario spiega che le identificazioni sono il risultato di una revisione dettagliata dei resti mortali presenti nel deposito mortuario dell’Istituto di Medicina Legale, nonché della raccolta di campioni biologici di riferimento supplementari provenienti dai familiari delle persone scomparse.
«Quindi si tratta di resti mortali esumati in passato, e non durante le attività recenti sul campo», sottolinea il Comitato.
I rapporti di DNA sono stati trasmessi all’Istituto di Medicina Legale, che, dopo aver effettuato le verifiche pertinenti, conferma ufficialmente l’identificazione.
Secondo la Commissione, durante questa settimana le famiglie delle persone identificate saranno informate sui risultati e sui passi successivi, in conformità alle procedure pertinenti.
Il Commissario governativo per le persone scomparse ha ribadito l’impegno a fare chiarezza sul destino delle persone scomparse con violenza durante la guerra in Kosovo, sottolineando l’importanza di rispettare le famiglie e il loro diritto a conoscere la verità.