Divieto di telefoni cellulari nelle scuole azere
Nuove norme approvate dal ministro della Scienza e dell’Istruzione dell’Azerbaigian, Emin Amrullayev, sull’uso di telefoni cellulari e dispositivi elettronici nelle classi di scuola materna e nelle scuole di istruzione generale sono entrate in vigore.
Secondo le norme, gli studenti non possono utilizzare telefoni cellulari, tablet, smartwatch, laptop o altri dispositivi elettronici portatili durante le lezioni.
Gli studenti devono spegnere i dispositivi o metterli in modalità silenziosa durante le lezioni. Le scuole li conserveranno in appositi locali di custodia, inclusi scatole, armadietti o scaffali, fino a fine lezione.
Gli insegnanti possono consentire eccezioni per scopi educativi o in situazioni d’emergenza.
La misura riflette una tendenza globale più ampia che molti paesi, tra cui il Regno Unito, hanno già adottato. Ha anche scatenato un dibattito pubblico. Alcuni lo vedono come un passo necessario per migliorare la qualità dell’istruzione, mentre altri hanno espresso preoccupazioni circa i potenziali rischi.
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I benefici potenziali
L’esperto di istruzione Kamran Asadov sostiene che i telefoni cellulari distraggono gli studenti durante le lezioni, riducono le prestazioni accademiche, influenzano il benessere mentale e minano la disciplina in classe.
«Il divieto aiuterà gli studenti a concentrarsi meglio in classe senza distrazioni dai social media, dai giochi o dalle notifiche costanti. Potrebbe anche incoraggiare la comunicazione faccia a faccia e rafforzare le competenze sociali, riducendo al contempo il cyberbullismo e la diffusione di contenuti dannosi in aula.»
Alcune scuole che hanno introdotto restrizioni simili in passato hanno già registrato una maggiore presenza degli studenti.
«La maggior parte dei genitori vuole che i propri figli siano liberi dalla ‘dipendenza dal telefono’ durante le lezioni.»
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Preoccupazioni e rischi potenziali
Gli esperti affermano che la decisione non è priva di contestazioni. Il professor Firudin Jalilov, esperto di istruzione, spiega perché alcuni genitori sono preoccupati:
«Un telefono cellulare è l’unico mezzo di comunicazione tra genitori e figli. Se uno studente si sente male durante una lezione, dovrebbe poter informare i propri genitori. Tale canale di comunicazione non dovrebbe essere interrotto.»
Ragiona anche sul fatto che le scuole non dovrebbero concentrarsi soltanto sul vietare la registrazione di incidenti negativi in video, ma dovrebbero affrontare le cause sottostanti di tali episodi.
Lo sociologo Ahmed Hashamoglu ritiene che un divieto da solo non risolva i problemi esistenti.
«Se le scuole creeranno un ambiente di apprendimento adeguato, gli studenti prenderanno i propri studi più seriamente. Dobbiamo affrontare questa questione non come una restrizione dei diritti degli studenti, ma come un modo per migliorare la qualità dell’istruzione.»
Anche l’applicazione pratica delle nuove regole ha sollevato dubbi. Le preoccupazioni includono come le scuole organizzeranno le aree di custodia, come garantiranno la sicurezza dei dispositivi, come impediranno la perdita o il furto, come eviteranno di gravare ulteriormente gli insegnanti e come applicheranno standard coerenti.
Alcuni studi internazionali suggeriscono che i divieti sui telefoni non portano sempre a miglioramenti significativi delle prestazioni accademiche. In alcuni casi, gli studenti potrebbero diventare più ansiosi o meno disciplinati.
Gli esperti indicano anche altre sfide nell’era digitale, tra cui:
- limitare lo sviluppo delle competenze digitali,
- rendere più difficile per i bambini con malattie croniche utilizzare app mediche,
- creare un senso di “ sorveglianza costante” attraverso una supervisione eccessivamente rigida, e
- ridurre la fiducia tra studenti, genitori e scuole.
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