L’inviato speciale dell’Unione Europea, Peter Sorensen, ha tenuto colloqui chiave a Belgrado con il presidente serbo Aleksandar Vučić e con il capo negoziatore Petković per sbloccare il processo di dialogo. Durante i colloqui si è discusso ampiamente sull’attuazione della legge sugli stranieri e sul progresso degli accordi finora raggiunti a Bruxelles.
Attraverso un messaggio sui social, Sorensen ha valutato l’incontro come molto costruttivo, affermando che «ci siamo accordati sulla necessità di lavorare insieme per il bene di tutti».
D’altra parte, il presidente Vučić ha espresso preoccupazione per la sicurezza della popolazione serba in Kosovo, accusando Pristina di applicare le leggi in modo selettivo. Il capo dello Stato serbo ha sottolineato che le azioni unilaterali aumentano le tensioni sul terreno, quindi, secondo lui, «l’impegno forte dell’Unione Europea è essenziale per prevenire provocazioni».
Ha chiesto nuovamente la formazione dell’Associazione dei comuni a maggioranza serba, come condizione per la stabilità fragile della regione.
Questo incontro arriva dopo la visita che Sorensen aveva effettuato a Pristina con il premier Albin Kurti, durante la quale sono state offerte alcune facilitazioni temporanee per i cittadini serbi.
Nel frattempo, il capo del governo del Kosovo ha dichiarato da Mitrovica del Nord che le istituzioni statali sono al servizio di tutti i cittadini senza alcuna discriminazione.
Gli sforzi diplomatici sono strettamente coordinati anche con il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti per trovare una lingua comune tra le parti.
Tuttavia, un incontro di alto livello tra i due paesi manca da settembre 2023, nonostante la disponibilità dimostrata da Bruxelles.