Il 5 maggio il Parlamento europeo voterà sul proprio rapporto annuale sulla Georgia. I deputati europei prenderanno in considerazione sia il documento principale sia le proposte di emendamento. Alcune proposte chiedono sanzioni contro diverse importanti emittenti filogovernative.
Secondo gli emendamenti pubblicati il 19 marzo sul sito della Commissione europea, alcuni deputati chiedono misure restrittive contro i canali televisivi Imedi, Rustavi 2 e POSTV. Il rapporto descrive queste emittenti come un «braccio di comunicazione de facto» del partito al governo Georgian Dream, che secondo quanto sostiene diffonde sistematicamente disinformazione e propaganda ostile.
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Le sanzioni contro Imedi e POSTV includono il congelamento dei beni, divieti sui servizi fiduciari e la disqualificazione dei direttori.
Il rapporto si concentra in particolare sulle campagne informative rivolte ai rappresentanti dell’Unione europea. Condanna «narrative denigratorie» e «reportage manipolatorio» mirati alle istituzioni e agli funzionari dell’UE, incluso l’Ambasciatore dell’UE in Georgia Pawel Herczynski, che secondo il testo mirano a minare la fiducia pubblica nell’UE.
I deputati europei sottolineano che la diffusione intenzionale di disinformazione non può essere considerata giornalismo in buona fede e non dovrebbe essere protetta dalle disposizioni sulla libertà di stampa. Secondo gli autori del rapporto, tali azioni equivalgono invece a propaganda politica mirata a rafforzare il controllo autoritario e allontanarsi dal percorso europeo del paese.
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Secondo Pawel Herczynski, c’è il rischio che la Georgia possa «tornare al suo passato oscuro».

In questo contesto, il rapporto evidenzia anche lo status della Georgia come paese candidato all’UE. Si afferma che tali pratiche contravvengono agli impegni assunti dal paese quando ha ottenuto tale status. Il rapporto aggiunge che le campagne di disinformazione e le restrizioni al pluralismo dei media minano i principi fondamentali di responsabilità democratica e libertà di espressione.
Uno degli emendamenti invita le istituzioni dell’UE e gli Stati membri a valutare sanzioni «adeguate e proporzionate» contro individui ed enti responsabili dell’organizzazione e del finanziamento di queste campagne. Si fa inoltre riferimento all’uso possibile del regime di sanzioni globali dell’UE se tali azioni dovessero continuare.
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Separatamente, l’emendamento 125 amplia la possibilità di estendere le sanzioni ai membri della leadership della Commissione nazionale delle Comunicazioni della Georgia e al Broadcaster pubblico, nonché a individui di Imedi e POSTV ritenuti responsabili della diffusione di informazioni «deliberatamente fuorvianti» sulla guerra in Ucraina.
Il rapporto nota che il Regno Unito ha già imposto sanzioni sui canali. Invita inoltre l’Unione Europea a riesaminare la loro accreditazione presso le istituzioni dell’UE e a considerare misure simili negli Stati membri.
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«I paesi candidati all’UE devono accelerare le riforme, soprattutto su questioni fondamentali.»

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