Operazione di Israele in Azerbaigian
Si riferisce che le agenzie israeliane — Mossad, Shin Bet e le Forze di Difesa Israeliane — hanno partecipato insieme al Servizio per la Sicurezza di Stato dell’Azerbaigian in un’operazione di marzo per smantellare una rete legata al Corpo della Guardia Rivoluzionaria Islamica (IRGC) dell’Iran.
Il 6 marzo, il Servizio per la Sicurezza di Stato dell’Azerbaigian ha dichiarato di aver impedito operazioni terroristiche e di intelligence su larga scala presumibilmente pianificate dall’IRGC.
Nello stesso giorno, i principali organi di sicurezza israeliani — Mossad, Shin Bet (servizio di sicurezza interno) e le Forze di Difesa Israeliane — hanno dichiarato in una rara dichiarazione congiunta di aver smantellato una rete iraniana globale, inclusa una cellula in Azerbaigian.
I media israeliani hanno riportato ampiamente lo sviluppo, sottolineando che l’operazione in Azerbaigian era stata portata avanti con il sostegno israeliano.
Suspected attack on Israel’s embassy in Baku said foiled
Secondo le informazioni ufficiali, l’attacco era in preparazione da parte della filiale di Khorasan dello Stato Islamico, nota come Wilayat Khorasan.
Operazione SSS: obiettivi e arresti dell’IRGC
Il Servizio per la Sicurezza di Stato dell’Azerbaigian (SSS) ha dichiarato che una serie di misure antiterrorismo e antiespionaggio hanno impedito atti terroristici e sabotatori presumibilmente pianificati dall’IRGC iraniano nel paese. Gli obiettivi dichiarati erano diffondere panico tra la popolazione, arrecare danni alla reputazione internazionale dell’Azerbaigian e mirare a siti strategici.
Gli obiettivi previsti includevano:
- la pipeline petrolifera Baku–Tbilisi–Ceyhan, un elemento chiave delle infrastrutture energetiche;
- l’ambasciata israeliana a Baku;
- un leader della comunità religiosa Mountain Jewish;
- una sinagoga Ashkenazita in Azerbaigian.
Il SSS ha detto che otto cittadini azero sono stati detenuti, mentre quattro cittadini iraniani sono stati dichiarati ricercati.
Alcuni tra gli arrestati sono stati già condannati a sei anni e sei mesi di reclusione, mentre altri sono stati posti in custodia cautelare. L’inchiesta è in corso.
Tra le prove citate c’è circa 7,73 kg di esplosivo C-4, nascosto in un contenitore presso il complesso benessere Hamam Bath vicino all’insediamento di Shikhov nel distretto Sabail di Baku.
Si dice che i filmati della SSS mostrino i sospetti recuperare il contenitore e successivamente nasconderlo nel distretto Nasimi di Baku. I investigatori affermano di aver identificato collegamenti che coinvolgono i cittadini iraniani Behnam Sahibali Rustamzadeh e Yaser Rahim Zandkian, nonché i cittadini azzeri Tarkhan Tarlan oglu Guliyev e Nijat Zaman oglu Agayev.
L’IRGC non ha emesso una risposta ufficiale a queste accuse.
Why Azerbaijan is seen as threat to Iran amid ongoing protests
In mezzo a proteste di massa in Iran, la questione della “Azerbaigian meridionale” è tornata all’agenda.

Dichiarazione israeliana: “Rete terroristica scoperta”
In una rara dichiarazione congiunta, Mossad, Shin Bet e le Forze di Difesa Israeliane hanno detto che una rete terroristica iraniana globale è stata scoperta negli ultimi mesi. La rete è stata descritta come mirante siti israeliani e ebraici, nonché obiettivi militari occidentali. Una cellula in Azerbaigian è stata presentata come parte di questa rete.
La cellula, operante sotto l’Unità 4000 dell’IRGC — una divisione di operazioni speciali — avrebbe trafficato droni esplosivi in Azerbaigian e raccolto informazioni su potenziali obiettivi.
Tra gli obiettivi riportati c’erano l’oleodotto Baku–Tbilisi–Ceyhan — una rotta strategica che trasporta circa un terzo del petrolio importato d’Israele — nonché l’ambasciata israeliana, una sinagoga a Baku e i leader della comunità ebraica.
Si dice che i membri della cellula agissero su istruzioni dirette di strutture iraniane.
Leadership della rete e il loro presunto destino:
- Rahman Moghadam (o Makadam), capo dell’Unità 4000 all’interno dell’apparato di intelligence dell’IRGC e figura chiave nel sorvegliare operazioni all’estero, sarebbe stato ucciso in operazioni congiunte israelo-americane (note in Israele come “Rising Lion”);
- Mohsen Suri, membro dell’Unità 4000 che aveva incontri con cellule straniere, sarebbe stato ucciso;
- Majid Khademi, ufficiale senior dell’intelligence IRGC, sarebbe stato coinvolto nel coordinamento generale della rete;
- Mehdi Yeke-Dehghan (“Dottore”) sarebbe stato riferito di aver coordinato direttamente operazioni in Azerbaigian e in altri paesi, e collegato a individui arrestati in Turchia.
Funzionari israeliani dicono che la rete divenne più attiva dopo l’inizio delle ostilità tra Stati Uniti e Israele con l’Iran dopo il 28 febbraio, e tentò di stabilire nuove cellule all’estero.
Azerbaijani president says Iran carried out ‘terrorist act’ against the country
Aliyev afferma che l’Iran ha mostrato una “grande ingratitudine” e avverte che gli aggressori se ne pentiranno

Perché l’intervallo di sei settimane?
La Jerusalem Post e altri media israeliani osservano che il Servizio per la Sicurezza di Stato dell’Azerbaigian ha annunciato l’operazione il 6 marzo, mentre Israele ha rilasciato informazioni più dettagliate solo il 20 aprile. Le ragioni del ritardo non sono state ufficialmente comunicato.
Allo stesso tempo, funzionari israeliani hanno sottolineato che la cooperazione con l’Azerbaigian ha condotto all’esposizione di una parte significativa della rete e all’uccisione di diverse figure iraniane di alto livello.
I media israeliani riferiscono che Tel Aviv ha in passato assistito paesi come l’Azerbaigian nel contrastare minacce legate all’Iran, sebbene il coinvolgimento delle Forze di Difesa Israeliane in operazioni oltreoceano sia raramente reso pubblico.
Il riferimento all’IDF nell’ultima dichiarazione congiunta è quindi visto come un’indicazione della particolare rilevanza dell’operazione.
Anche le agenzie israeliane hanno detto che continueranno a collaborare con partner internazionali per prevenire minacce simili.
Drone attack on Azerbaijan: authorities blame Iran, experts consider other possibilities
Il ministero degli Esteri iraniano nega le accuse, dichiarando: “Non colpiamo i paesi vicini.”

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