Produzione di missili russi in Azerbaigian
Una nuova indagine della piattaforma mediatica governativa ucraina UNITED24 sostiene che la società azera controllata dallo Stato Iglim abbia partecipato alla produzione dei missili guidati aria-terra Kh-29TE russi impiegati nella guerra contro l’Ucraina.
L’indagine, basata su documenti interni, sostiene che questa cooperazione sia iniziata prima di febbraio 2022 e sia proseguita durante l’invasione russa dell’Ucraina.
L’indagine rivela un processo che si è svolto nel quadro di una cooperazione ufficiale tra Russia e Azerbaigian nel settore della difesa.
UNITED24 scrive che questo sia “un altro esempio di una strategia attraverso cui l’industria militare russa, nonostante le sanzioni occidentali, soddisfa le proprie esigenze tramite paesi terzi.”
Il contesto Azerbaigian–Ucraina–Russia. L’Azerbaigian ufficialmente e pubblicamente non sostiene la guerra della Russia contro l’Ucraina. Durante l’ultimo viaggio a Baku, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha persino proposto l’Azerbaigian come possibile luogo per colloqui di pace con la Russia.
Le relazioni tra Azerbaigian e Russia sono rimaste tese negli ultimi mesi, deteriorandosi drasticamente dopo che le difese aeree russe hanno abbattuto un aereo passeggeri azero nel dicembre 2024. L’Ambasciata azera a Kyiv, che è stata ripetutamente colpita da missili russi, sembra aver ulteriormente esasperato tali tensioni.
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Come funziona la catena di produzione
Secondo documenti ottenuti da UNITED24, la catena coinvolge tre principali partecipanti:
- lo Stabilimento di Polveri di Perm (in Russia),
- l’azienda azera Iglim,
- e l’ufficio di progettazione russo Vympel.
Un componente codificato 9R-1036, prodotto nello stabilimento di Perm, è inviato in Azerbaigian. Presso Iglim, viene assemblato in un componente più complesso codificato 63M. Il prodotto finito viene quindi restituito in Russia – prima a Perm, poi a Vympel e al Ministero della Difesa russo.
I documenti citano anche la consegna di un prodotto composto balistico codificato X6000-02 da Perm a Iglim. L’intero processo avviene sotto la supervisione del Ministero dell’Industria e del Commercio della Russia.
Anche i documenti del 2024 confermano che questa catena è ancora in funzione, secondo UNITED24.
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L’impresa Iglim e la holding Azersilah
L’azienda Iglim, situata a Baku, è stata fondata nel 1961. Inizialmente produceva condizionatori d’aria e attrezzature per l’aviazione, e dal 2006 è stata controllata dallo Stato.
Oggi l’azienda fa parte della holding Azersilah della difesa.
La holding si presenta come un pilastro strategico dell’industria della difesa dell’Azerbaigian. Iglim produce sistemi di controllo per l’aviazione, componenti di controllo e altri prodotti ad alta tecnologia.
Le attività della società sono coordinate con strutture collegate al Ministero dell’Industria della Difesa dell’Azerbaigian.
Il missile Kh-29TE e la guerra in Ucraina
Il Kh-29TE è un missile guidato russo pesante aria-terra. È dotato di un sistema di guida televisivo, ha una testata di 320 kg e può raggiungere velocità fino a 2.200 km/h.
Il missile è principalmente progettato per colpire bersagli fortificati quali ponti, magazzini, aeroporti, bunker e impianti industriali. Viene lanciato da velivoli tra cui il Su-34, il Su-35 e altri.
Secondo i servizi segreti ucraini, lo stock russo di missili di questo tipo (Kh-29/31/35/58/59) ammonta a circa 2.600 unità.
Questi missili sono stati ripetutamente utilizzati contro infrastrutture ucraine, riferisce UNITED24.
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Contesto e periodo della guerra
La catena di produzione è tracciabile nei documenti ufficiali fin dal 2019.
Dopo l’inizio della guerra, ha continuato a operare tramite documentazione formale. Nel 2023, si è segnalato un aumento dei volumi di spedizione. L’intero processo avviene nell’ambito di un accordo intergovernativo tra Russia e Azerbaigian sulla cooperazione nell’industria della difesa.
UNITED24 ha contattato sia l’impresa Iglim sia la holding Azersilah per un commento, ma non ha ricevuto risposta.
Attualmente non ci sono commenti ufficiali da entrambe le parti.
Notizie dall’Azerbaigian