Risoluzione OSCE sulla Georgia
Il 8 luglio 2026, l’Assemblea Parlamentare dell’OSCE ha adottato una risoluzione molto dura rivolta al governo georgiano affinché rilasci prigionieri politici, abroghi leggi che limitano le libertà civili e sostenga standard democratici.
La risoluzione, intitolata «Sull’integrità elettorale e la protezione delle libertà fondamentali in Georgia», è stata incorporata nella Dichiarazione dell’Aia.
La Dichiarazione è il documento finale della 33ª Sessione Annuale dell’Assemblea, tenutasi nei Paesi Bassi dal 4 all’8 luglio. Rappresentanti del partito Georgian Dream hanno partecipato alla sessione ma hanno abbandonato l’aula in segno di protesta prima che la risoluzione fosse adottata.
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Richieste chiave al governo georgiano
La risoluzione esorta le autorità georgiane a rilasciare tutti i prigionieri politici e a riesaminare o abrogare leggi che, secondo essa, limitano i diritti umani e le libertà civili.
L’Assemblea chiede inoltre un’indagine indipendente e trasparente riguardo alle presunte violazioni legate alle elezioni parlamentari del 2024 e alle elezioni locali del 2025, con coloro responsabili chiamati a rendere conto delle loro azioni.
Il documento esorta inoltre riforme volte a ripristinare l’indipendenza della magistratura e della Commissione Elettorale Centrale, sottolineando l’importanza di coinvolgere la Commissione di Venezia e l’OSCE nel processo.
Indica inoltre che le organizzazioni della società civile e i media indipendenti debbano poter operare liberi da pressioni e intimidazioni.
Valutazione delle elezioni parlamentari e locali
L’Assemblea esprime preoccupazione per lo svolgimento sia delle elezioni parlamentari del 2024 sia delle elezioni locali del 2025.
La risoluzione cita la valutazione dell’OSCE secondo cui le elezioni parlamentari di ottobre 2024 si sono svolte in un contesto caratterizzato da pressioni sui votanti, possibile intimidazione da parte di funzionari pubblici e violazioni della segretezza del voto.
Si riferisce inoltre alle presunte irregolarità segnalate durante le elezioni locali di ottobre 2025, tra cui possibile frode elettorale, acquisto di voti, cosiddette «votazioni a carosello» e ostruzione degli osservatori elettorali dell’opposizione.
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Critiche a una normativa restrittiva
La risoluzione critica una serie di leggi adottate negli ultimi anni, tra cui la Legge sulla Trasparenza delle Influenze Straniere, emendamenti alla Legge sulle Assemblee e Dimostrazioni, e nuove disposizioni nel Codice delle contravvenzioni amministrative.
Secondo la risoluzione, queste leggi limitano la libertà di stampa, la libertà di espressione e il diritto a riunioni pacifiche, avendo un impatto negativo sulla società civile.
Indica inoltre che l’uso delle risorse amministrative e la concentrazione del potere nelle mani del governo hanno creato condizioni per quella che l’Assemblea definisce una gestione de facto a partito unico, che minaccia l’integrazione euro-atlantica della Georgia.
Il documento condanna anche la detenzione e la pressione su politici dell’opposizione, giornalisti e partecipanti a manifestazioni pacifiche.
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Appello alla comunità internazionale
L’Assemblea Parlamentare dell’OSCE esorta gli Stati partecipanti a non riconoscere i risultati delle elezioni in Georgia a meno che non siano confermati come liberi e giusti da missioni credibili internazionali e domestiche di osservazione elettorale.
La risoluzione chiede inoltre un monitoraggio internazionale continuo della situazione dei diritti umani in Georgia, comprese Abkhazia e la regione di Tskhinvali.
Risoluzione OSCE sulla Georgia