Le autorità greche hanno avviato un’indagine preliminare sull’abbattimento di un palazzo nel quartiere Petralona di Atene, mentre i cinque arrestati dopo l’evento sono stati rilasciati in attesa della conclusione delle indagini.
La Procura ha ordinato l’avvio di un’indagine per determinare se siano state violate le norme e la legislazione relative ai lavori di costruzione. Le persone arrestate sono due proprietari del terreno, che sono anche ingegneri e azionisti della società di costruzione, due ingegneri responsabili del progetto e l’appaltatore dei lavori.
Durante la giornata di oggi, squadre specializzate del Ministero delle Infrastrutture e del Comune di Atene effettueranno ispezioni tecniche e controlli strutturali su tutti gli edifici vicini all’edificio crollato in via Alkminis 22.
Secondo i controlli preliminari, sono emerse problemi strutturali anche in un vicino edificio di quattro piani, dove è stata rilevata una deformazione della base. Gli esperti stanno valutando se il cedimento del terreno, causato dagli scavi nel terreno confinante, abbia creato un rischio anche per gli altri edifici.
Sospetti sulle cause del crollo
Secondo gli arrestati, il crollo potrebbe essere stato causato da una perdita d’acqua nelle tubature nei giorni precedenti, la quale ha indebolito il terreno su cui stavano avvenendo gli scavi.
Tuttavia, gli abitanti del palazzo forniscono un’altra versione. Dicono di aver udito scricchiolii nell’edificio fin dalle prime ore del mattino e di aver notato crepe grandi. Un ingegnere convocato dagli abitanti ha rilevato che l’edificio aveva assunto una pendenza di 5 gradi.
Quando gli abitanti hanno espresso le loro preoccupazioni all’ingegnere del cantiere vicino, lui, secondo le loro testimonianze, ha risposto con ironia: “Anche la Torre di Pisa è inclinata, ma non è crollata.”
Nel giro di circa un’ora, l’inclinazione dell’edificio è aumentata da 5 a 14 gradi. L’ingegnere degli abitanti ha immediatamente informato le sei famiglie che vivevano nel palazzo e ha invitato ad allontanarsi. Poco dopo, anche i lavoratori del cantiere hanno bussato alle porte degli appartamenti chiedendo l’evacuazione immediata dell’edificio, citando come motivo “forte frastuono”.
Questo atteggiamento ha suscitato dubbi nella polizia sul fatto che i responsabili del cantiere potessero aver compreso che gli scavi avevano danneggiato le fondamenta del palazzo vicino e stessero cercando di evitare le conseguenze. Gli investigatori stanno esaminando anche le informazioni secondo cui fosse stato pianificato di gettare calcestruzzo ad indurimento rapido per stabilizzare temporaneamente l’edificio.
Cosa si sta indagando
Gli esperti ritengono che il crollo possa essere il risultato di una combinazione di fattori. L’edificio crollato fu costruito nel 1970, non aveva seminterrato e le sue fondamenta avevano una profondità di soli 1-1,3 metri. Nell’area confinante si stava costruendo un palazzo di cinque piani con seminterrato, per il quale si stavano effettuando scavi fino a circa 6 metri di profondità.
Una delle questioni che viene esaminata è se un team tecnico avesse precedentemente raccomandato il rinforzo del terreno con cemento spruzzato (shotcrete) per evitare il rischio di crollo, ma questa misura non è stata attuata a causa dei costi.
D’altra parte, gli specialisti sottolineano che un edificio costruito secondo gli standard non dovrebbe crollare solo a causa dei lavori sul terreno vicino. Per questo motivo si sta indagando se l’edificio avesse problemi strutturali pregressi, debolezze nello scheletro portante o se nella zona esistessero caratteristiche geologiche che hanno contribuito al crollo.
L’edificio di quattro piani è crollato a mezzogiorno di martedì in via Alkminis 22, nella zona di Petralona ad Atene, mentre le autorità greche hanno avviato un’indagine per chiarire le cause dell’accaduto.


