Le proteste degli agricoltori in Grecia sono entrate in una fase critica, causando caos nei trasporti e forti tensioni con le autorità.
Il porto di Volos è diventato oggi l’epicentro delle proteste degli agricoltori e dei pescatori, paralizzando uno dei nodi commerciali più importanti del paese.
Fin dalla mattina, oltre 50 trattori sono arrivati al porto dalle zone circostanti e dal blocco di Mikrotheve, mentre gli agricoltori provenienti dai blocchi massivi di Nikaia e Karditsa hanno iniziato ad arrivare in corteo.
I protestanti non sono soli, poiché i pescatori sono usciti in mare con decine di navi, bloccando l’ingresso del porto dal lato marittimo.
«Non ci ritireremo, questa è una battaglia per la nostra sopravvivenza», ha dichiarato uno di loro, mostrando la determinazione della comunità agricola e dei pescatori nel proseguire l’azione.
Diverse forze di polizia sono state schierate agli ingressi del porto, dove sono state erette barriere metalliche per impedire l’ingresso ai manifestanti.
La CNN greca ha riportato che la polizia ha bloccato la porta principale, ma nonostante gli appelli al ritiro, gli agricoltori non si sono fermati.
Le immagini pubblicate dai media greci mostrano il porto di Volos completamente bloccato, con trattori e barche che ostruiscono la circolazione, mentre sono stati lanciati lacrimogeni, rendendo la situazione ancora più tesa.
Intanto, l’ostruzione di Nikaia a Larissa resta una delle più grandi del paese. Centinaia di trattori si sono allineati sull’autostrada Atene–Salonicco, che è chiusa in entrambe le direzioni. Gli agricoltori organizzano ogni giorno assemblee e incontri per coordinare le azioni future, chiedendo il pagamento immediato dei sussidi non pagati dall’OPEKEPE, un risarcimento completo dall’ELGA per i danni alle colture e al bestiame, nonché prezzi minimi garantiti per i loro prodotti.
«Non possiamo vendere al di sotto del costo di produzione, chiediamo giustizia», ha affermato un loro rappresentante.
Autostrade della Grecia bloccate
L’autostrada Atene–Lamia è anch’essa paralizzata, con blocchi a Bralo, Atalanti, Kastro Beotias e Thiva.
A Bralo, gli agricoltori hanno annunciato la chiusura quotidiana delle strade laterali dalle 16:00 alle 17:00, mentre ad Atalanti l’autostrada resta chiusa, costringendo gli autisti a utilizzare strade di servizio per una distanza di 10 chilometri.
A Kastro e Thiva, le deviazioni del traffico costringono gli autisti a percorrere fino a 50 chilometri di strade provinciali, rendendo il viaggio molto difficile. La polizia stradale ha annunciato che le deviazioni sono necessarie per la sicurezza dei cittadini.
Le proteste si sono estese anche in altre regioni del paese. Nell’Evia Settentrionale sono state innalzate blocchi a Kirinthos e Istiaia, mentre a Karditsa e Trikala le proteste sull’autostrada E65 si rafforzano giorno dopo giorno. Nella Grecia Occidentale, agricoltori e allevatori hanno paralizzato l’autostrada Antirrio–Ionia e hanno convocato una mobilitazione sul ponte Rio–Antirio. A Patra sono stati eretti posti di blocco sull’autostrada Patra–Pirgos e Patra–Corinto, mentre a Creta agricoltori e allevatori hanno preso d’assalto l’edificio dell’Amministrazione Decentrata a Heraklion per il terzo giorno di fila. «Non ce ne andremo via senza una risposta concreta dal governo», ha detto un manifestante a Patra, riflettendo la loro determinazione a proseguire le azioni.
La situazione in Grecia è diventata una crisi nazionale.
Le proteste di agricoltori e pescatori hanno paralizzato i trasporti su strada e mare, aumentando la pressione sul governo per adottare misure urgenti. Nonostante gli appelli della polizia al ritiro, i manifestanti non si sono ritirati, chiarendo che le mobilitazioni continueranno e si intensificheranno nei prossimi giorni.

