La Procura Speciale del Kosovo ha consegnato al tribunale la prima accusa per il massacro della famiglia Jashari durante la guerra a Prekaz nel marzo del 1998.
Il procuratore capo Blerim Isufaj ha detto che l’importanza di questa accusa risiede anche nel fatto che essa testimonia l’impegno continuo nel trattare crimini di guerra e nel chiedere responsabilità penale dalla Serbia.
Blerim Isufaj, capo della Procura Speciale del Kosovo, ha affermato che “La Procura Speciale ha compiuto un passo importante nel realizzare il suo mandato legale, depositando le accuse in un caso di particolare importanza per le istituzioni della giustizia e per l’opinione pubblica. Il deposito delle accuse è stato effettuato nel rispetto delle competenze e delle responsabilità legali, dimostrando serietà e impegno della Procura Speciale nei confronti della giustizia. L’importanza di questa accusa è particolare anche per il fatto che si tratta della prima accusa riguardante l’uccisione di civili nel quartiere Jashari a Prekaz. Ora tocca al Tribunale valutare l’accusa e le prove presentate. In questo caso si è lavorato con particolare attenzione al fine di far valere davanti al Tribunale le pretese avanzate.”
Il procuratore Valdet Gashi ha detto che le informazioni in possesso della Procura indicano che sono 35 le persone identificate per il caso dell’attacco alla famiglia Jashari, confermando che sono vive.
“Le prove acquisite hanno accertato che in questo attacco sono stati uccisi 26 civili, tra cui bambini, donne e anziani… Inoltre, è stato provato che durante questo attacco le forze delle unità speciali serbe avevano preso in ostaggio dalle loro case gli abitanti del quartiere Jasharaj, i quali sono stati maltrattati in vari modi”
Il 5, 6 e 7 marzo 1998 le forze serbe uccisero più di 50 persone durante l’attacco a Prekaz contro la famiglia dell’eroe del Kosovo, Adem Jashari, uno dei fondatori dell’Esercito di Liberazione del Kosovo.