IKKL pubblica il rapporto: oltre 12.000 vittime documentate durante la guerra in Kosovo

29 Luglio 2026

IKKL pubblica il rapporto: oltre 12.000 vittime documentate durante la guerra in Kosovo

L’Istituto dei Crimini Compiuti durante la Guerra in Kosovo (IKKL) ha pubblicato il suo rapporto sulle vittime della guerra, in cui sono documentate 12.230 persone uccise o scomparse nel periodo dal 1 gennaio 1998 al 20 giugno 1999.

Durante la presentazione del rapporto, il primo ministro in carica del Kosovo, Albin Kurti, ha reso noto che tra le vittime ci sono 1.047 bambini uccisi, mentre altri 94 bambini hanno perso la vita a causa delle condizioni della guerra. Secondo lui, non è noto il destino di circa 100 bambini scomparsi.

Kurti ha detto che solo nel periodo marzo-giugno 1999 sono state uccise circa 9.000 persone, e ha sottolineato che la documentazione dei crimini è essenziale per la memoria storica, la giustizia e la pace stabile.

«Senza documentazione non c’è memoria, giustizia e pace duratura», dichiarò Kurti, esortando i cittadini in possesso di informazioni a collaborare con l’istituto per il completamento dei dati.

Il presidente del consiglio in carica ha criticato la Serbia per la mancata attuazione della Dichiarazione sulle persone scomparse, concordata a Bruxelles il 2 maggio 2023, nonché per la mancata apertura degli archivi militari che, secondo lui, potrebbero contribuire a chiarire il destino delle persone scomparse.

Il direttore dell’IKKL, Atdhe Hetemi, ha chiarito che il rapporto non comprende 267 casi presenti nelle liste precedenti, trattandosi di persone uccise al di fuori del territorio del Kosovo. Ha sottolineato che questa esclusione non nega lo status di vittima, ma è legata ai criteri stabiliti nel rapporto.

Secondo Hetemi, la lista è ancora preliminare e continuerà ad essere completata con dati e nuove prove. Il rapporto è stato redatto sulla base delle fonti istituzionali, delle testimonianze delle famiglie e delle ricerche dell’istituto, basandosi sui principi di completezza, comparabilità, tracciabilità e integrità dei dati.

L’analisi demografica del rapporto mostra che la maggior parte delle vittime era di sesso maschile, mentre la fascia d’età più colpita è stata quella tra i 18 e i 50 anni. I bambini e le persone oltre i 65 anni figurano tra i gruppi più vulnerabili durante il conflitto.

Secondo i dati dell’IKKL, le zone più colpite dalle vittime della guerra sono state le regioni di Gjakova, Mitrovicë e Pristina, mentre la regione di Gjilan risulta essere quella con il numero più basso di vittime. Il numero maggiore di perdite è stato registrato nel 1999, soprattutto nei primi mesi di quell’anno.

Bianca Moretti

Bianca Moretti

Sono una giornalista italiana specializzata in politica e società dell’Europa orientale. Ho studiato relazioni internazionali a Bologna e vissuto tra Varsavia e Budapest. Scrivo per raccontare storie umane dietro ai grandi cambiamenti della regione.