Il presidente della Camera georgiana, Shalva Papuashvili, afferma che l’adesione dell’Georgia all’UE non dovrebbe diventare un fine in sé e ha criticato proposte che, a suo dire, indebolirebbero il principio di consenso nel processo decisionale del blocco.
Papuashvili ha detto che se tali cambiamenti venissero introdotti, rimanere fuori dall’UE potrebbe diventare più vantaggioso per alcuni stati più piccoli, poiché manterrebbero una maggiore libertà di prendere decisioni indipendenti.
«La domanda diventerà sempre più rilevante: qual è il senso dell’appartenenza se sin dall’inizio ti viene tolto il suo principale vantaggio e la leva?» ha scritto Papuashvili sui social media.
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Ha detto che cresce la percezione secondo cui gli Stati europei più grandi cercano di rimodellare il sistema di governance dell’UE, avvertendo che tali cambiamenti minaccerebbero sia l’equilibrio politico del continente sia il processo di allargamento del blocco, nonché i principi su cui si fonda l’Unione europea.
Papuashvili ha commentato le osservazioni del ministro degli esteri tedesco, secondo cui diversi Paesi si erano uniti all’iniziativa di Berlino per abolire l’unità di voto nel processo decisionale dell’UE.
Secondo Papuashvili, se una tale riforma fosse attuata, l’Unione Europea potrebbe evolversi da un’unione di stati membri uguali in una realtà dominata principalmente dai paesi più grandi.
«L’appartenenza all’UE non è un fine in sé. Questo non vale né per gli Stati membri attuali né per i paesi candidati. La Brexit ne è stata la prova più chiara», ha scritto il presidente della Camera.
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Secondo Papuashvili, lo scopo principale di entrare nell’Unione Europea è ampliare le opportunità di un paese, proteggere meglio i suoi interessi nazionali e aumentare la sua influenza sulle decisioni internazionali. Egli ha sostenuto che il principio di consenso è una delle garanzie chiave di tale influenza per i paesi più piccoli, poiché consente loro di bloccare decisioni che ritengono dannose e di difendere i loro interessi nazionali.
«Se il principio di consenso viene abolito e la presa di decisione dipende interamente dalla volontà dei paesi più grandi o da una maggioranza stabile, i paesi più piccoli perderanno questa leva fondamentale», ha scritto.
Secondo lui, l’adesione all’UE cesserebbe quindi di rappresentare la delega volontaria di una parte della sovranità di un paese nel perseguire obiettivi economici e politici comuni, e potrebbe invece diventare un processo che riduce in modo significativo l’influenza dei paesi più piccoli.
Papuashvili ha sostenuto che un paese che non è più in grado di impedire decisioni che ritiene dannose perde gradualmente sia la libertà politica sia la capacità di prendere decisioni sovrane.
Ha detto che un tale modello potrebbe favorire gli Stati più grandi, il cui peso economico e politico già conferisce loro una notevole influenza, ma rappresenterebbe un “cambiamento catastrofico” per i paesi più piccoli.
«Ecco perché la domanda diventerà sempre più rilevante: qual è il senso dell’appartenenza se ti viene tolto sin dall’inizio il suo principale vantaggio e la sua leva?»
Papuashvili ha sostenuto che il valore dell’UE risiede proprio nel permettere agli Stati membri di difendere i propri interessi, influenzare le decisioni e bloccare le misure che ritengono indesiderate.
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Ha detto che il dibattito sul cambiamento della regola di unanimità potrebbe anche rallentare l’espansione futura dell’UE.
«Ai paesi candidati non viene offerta una pari appartenenza all’interno dell’attuale unione, ma un sistema pre-disegnato in cui essi assumeranno tutti gli obblighi di appartenenza mentre i loro diritti e la loro influenza saranno limitati.»
Secondo Papuashvili, la domanda chiave per la Georgia non dovrebbe riguardare solo quando entrerà nell’Unione Europea, ma anche che tipo di Unione Europea essa integrerà e quali diritti avranno i nuovi membri.
«L’adesione che priva un paese dei suoi diritti sovrani e non offre meccanismi per difenderli non è integrazione – è l’abolizione della sovranità.»
Papuashvili concluse la sua dichiarazione con un chiaro riferimento alla mitologia greca: «Sembra che persino il rapimento di Europa da parte di Giove sia perdonato».
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Papuashvili mette in discussione il valore dell’adesione all’UE