Sospettati di crimini di guerra nel massacro di Račak, la Procura Speciale arresta 5 ex-poliziotti serbi

15 Giugno 2026

Sospettati di crimini di guerra nel massacro di Račak, la Procura Speciale arresta 5 ex-poliziotti serbi

Cinque persone sono state arrestate in Kosovo nell’ambito di un’indagine per crimini di guerra legati al massacro di Racak, uno degli eventi più gravi del conflitto degli anni 1998-1999. L’operazione è stata condotta dalla Procura Speciale e dalla Polizia del Kosovo, mentre le autorità comunicano che gli indagati sono ex componenti delle forze speciali della polizia serba.

Secondo le indagini, si ritiene che abbiano partecipato all’operazione del 15 gennaio 1999 a Racak, in cui persero la vita 42 civili albanesi. Uno degli indagati è stato arrestato al punto di frontiera di Dheut të Bardhë, mentre altri quattro in diverse zone del Kosovo.

Durante i controlli effettuati in diversi indirizzi sono stati sequestrati documenti, uniformi e altri materiali che si ritengono importanti per l’indagine. La Procura ha comunicato che una sesta persona tra gli indagati non è stata ancora trovata e resta ricercata.

Secondo il procuratore speciale Mir Morina, le nuove prove acquisite negli ultimi mesi, comprese videoregistrazioni e vari materiali, hanno reso possibile l’identificazione degli arrestati.

Ha sottolineato che le indagini non mirano solo agli esecutori, ma anche agli organizzatori e ai mandanti dei crimini.

Il Ministro dell’Interno, Xhelal Sveçla, ha dichiarato che i crimini di guerra non resteranno impuniti, mentre la Lista Serba ha reagito qualificando gli arresti come infondati e politicamente motivati.

Il caso “Racak II” è considerato uno dei processi più importanti per fare luce sui crimini di guerra in Kosovo, mentre le autorità affermano che le indagini continueranno ancora.

Bianca Moretti

Bianca Moretti

Sono una giornalista italiana specializzata in politica e società dell’Europa orientale. Ho studiato relazioni internazionali a Bologna e vissuto tra Varsavia e Budapest. Scrivo per raccontare storie umane dietro ai grandi cambiamenti della regione.