Sospensione dei viaggi senza visto nell’UE per la Georgia
L’11 giugno 2026 la Commissione europea e una delegazione georgiana hanno tenuto il loro primo incontro tecnico di lavoro nell’ambito del dialogo sui visti tra UE e Georgia. L’incontro si è concentrato sulle circostanze che hanno portato alla sospensione temporanea della libertà di viaggio senza visto per i titolari di passaporti diplomatici e di servizio georgiani.
Il processo fa parte del meccanismo di sospensione dei visti istituito ai sensi del Regolamento sui visti dell’UE. Il meccanismo è stato attivato dopo che gli Stati membri dell’UE hanno sostenuto una sospensione di 12 mesi della libera circolazione senza visto per i titolari di passaporti diplomatici, di servizio e ufficiali georgiani.
Secondo l’UE, la decisione è stata presa in seguito a preoccupazioni secondo cui la Georgia non aveva adempiuto ad alcune delle sue obbligazioni nell’ambito del regime di visto senza visto, in particolare nelle aree della democrazia e dei diritti fondamentali.
A marzo 2026, la Commissione europea ha attivato il meccanismo di sospensione dei visti per la Georgia, richiedendo ai titolari di passaporti diplomatici, di servizio e ufficiali georgiani di ottenere visti fino al 6 marzo 2027. Se le autorità georgiane non risolveranno le preoccupazioni legate alla governance e allo Stato di diritto, la Commissione potrebbe estendere la sospensione per un massimo di 24 mesi. Potrebbe anche decidere di applicare la misura a tutti i cittadini georgiani.
Qual era lo scopo dell’incontro?
Secondo la Commissione europea, l’incontro dell’11 giugno è stato di natura tecnica e mirava a discutere nel dettaglio le circostanze che hanno portato all’attivazione del meccanismo di sospensione.
L’obiettivo principale non era condurre negoziati politici, ma scambiare opinioni e riesaminare le raccomandazioni che la Commissione europea aveva presentato alla Georgia.
Rappresentanti dell’UE hanno affermato che le discussioni si sono svolte in un “ambiente basato sui fatti”, con entrambe le parti che hanno esposto le loro posizioni e valutazioni.
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Posizione della Georgia: leggi e sovranità
Dopo l’incontro, il Ministero degli Affari Esteri georgiano ha dichiarato che la delegazione georgiana aveva presentato i propri argomenti nel dettaglio e ha riaffermato la propria posizione riguardo alle raccomandazioni della Commissione europea.
Secondo il ministero, la Georgia ritiene che la sua Costituzione e la sua legislazione garantiscano pienamente la protezione dei diritti e delle libertà fondamentali, inclusa la libertà di espressione, di riunione e di associazione.
Tbilisi sostiene che la domanda dell’UE di revocare alcune leggi non è giustificata perché la normativa in questione riflette il quadro giuridico interno della Georgia e gli interessi pubblici.
Il Ministero degli Esteri ha anche dichiarato che politicizzare la questione della liberalizzazione dei visti è inaccettabile e che il processo dovrebbe rimanere entro un quadro tecnico e giuridico.
Contenuti della dichiarazione ufficiale
In una dichiarazione dettagliata, il Ministero degli Esteri georgiano ha affermato che l’incontro si è concentrato su:
- Raccomandazioni presentate dalla Commissione europea;
- Riforme già attuate dalla Georgia e quelle attualmente in corso;
- Cooperazione nella gestione delle migrazioni;
- Lo sviluppo di politiche anticorruzione.
Secondo il ministero, la Georgia continua a collaborare con gli Stati membri dell’UE per prevenire la migrazione irregolare e rafforzare i relativi meccanismi istituzionali.
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Punti di contesa: democrazia e legislazione
Secondo l’UE, tra le ragioni principali per attivare il meccanismo di sospensione dei visti rientravano preoccupazioni circa gli standard democratici e i diritti fondamentali.
Al centro della contesa ci sono diverse leggi che Bruxelles ritiene dovrebbero essere riviste.
La parte georgiana sostiene che:
- Le leggi sono state adottate in linea con gli interessi nazionali;
- Non contraddicono gli obblighi internazionali della Georgia;
- Sono in vigore meccanismi efficaci di anti-discriminazione.
Il Ministero degli Esteri sostiene anche che la Georgia dispone di un quadro istituzionale per la protezione dei diritti umani e garantisce il diritto a riunirsi pacificamente, dimostrandolo con la lunga storia di proteste pubbliche del paese.
Gli eventi del 2024
La dichiarazione del ministero ha dedicato particolare attenzione alle proteste del 2024.
Secondo il Ministero degli Esteri, ci sono stati episodi di violenza e attacchi contro le istituzioni statali, dopo i quali sono state avviate indagini.
Il ministero ha riferito che diverse persone sono state trattenute in casi legati al possibile abuso di potere da parte degli ufficiali delle forze dell’ordine, e che procedimenti giudiziari sono attualmente in corso.
Valutazione di Maka Botchorishvili
La ministra degli Esteri georgiana Maka Botchorishvili ha detto che l’incontro dell’11 giugno è stato solo un primo passo nel processo.
Ha sottolineato che non erano stati discussi accordi specifici o decisioni finali.
«Questo è stato il primo incontro a livello di lavoro. Il nostro obiettivo era scambiare posizioni e fornire informazioni,» ha detto.
Botchorishvili ha aggiunto che il processo continuerà e che i futuri incontri dovrebbero includere discussioni più approfondite.
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Valutazione di Bruxelles
Secondo il portavoce della Commissione europea, Markus Lammert, l’incontro è stato di natura tecnica ed è stato centrato sulle questioni che hanno portato all’attivazione del meccanismo di sospensione dei visti.
Ha dichiarato che la Commissione europea aveva spiegato la sua decisione nel dettaglio, mentre la parte georgiana ha presentato la propria posizione. Le parti hanno convenuto di riferire ai rispettivi vertici.
La Commissione ha detto che il processo continuerà e che ulteriori passi saranno valutati a suo tempo.
‘The meeting in Brussels received a negative assessment’
Secondo Rikard Jozwiak, giornalista europeo di Radio Free Europe/Radio Liberty, la riunione a Bruxelles è stata vista come negativa.
Ha affermato che funzionari europei non erano soddisfatti delle riforme presentate dalla parte georgiana.
Di nascosto, la riunione è stata descritta anche come “piuttosto infruttuosa”.
Secondo una fonte europea, la delegazione georgiana ha difeso la legislazione esistente ma non ha mostrato alcuna chiara volontà politica di modificarla.
La stessa fonte ha affermato che Tbilisi sta cercando di spostare il processo verso un dialogo politico, mentre l’Unione europea continua a vederlo principalmente attraverso la lente delle riforme.
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