Il ministero degli Affari esteri della Georgia al Consiglio d’Europa
Parlando alla 135ª sessione del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, Maka Botchorishvili, membro del partito al governo Georgian Dream, ha descritto il nuovo accordo firmato tra la Russia e la regione di Tskhinvali occupata dalla Russia come un ulteriore passo verso l’annessione dei territori georgiani.
Allo stesso tempo, ha accusato i partner occidentali di applicare doppi standard riguardo alle misure prese contro i media filogovernativi.
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Il leader osseto del Sud, Alan Gagloev, ha descritto la firma del trattato come «un passo verso la riunificazione del popolo osseto».
Sul nuovo accordo con Tskhinvali
Secondo Maka Botchorishvili, il cosiddetto “Accordo sul rafforzamento della cooperazione alleata tra la Federazione Russa e la Repubblica di Ossezia del Sud”, firmato a Mosca e a Tskhinvali il 9 maggio 2026, dimostra ulteriormente che la Russia ignora i propri obblighi internazionali e cerca di integrare le regioni occupate della Georgia sempre più profondamente nel proprio spazio politico e militare.
La ministra ha affermato che una serie di organi giuridici internazionali, tra cui la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, hanno già confermato la responsabilità della Russia per l’occupazione e per gravi violazioni dei diritti umani. Nonostante ciò, ha aggiunto, Mosca ha continuato a compiere passi contro l’integrità territoriale della Georgia.
Botchorishvili ha collegato inoltre le sue osservazioni alla guerra in corso in Ucraina, sostenendo che la sicurezza europea è impossibile se il diritto internazionale viene applicato in modo «selective» e l’occupazione diventa gradualmente «la nuova normalità».
«Conosciamo fin troppo bene il costo della guerra e comprendiamo che la pace non è semplicemente l’assenza di un’escalation militare; è una responsabilità verso la nostra società, la nostra regione e il nostro futuro europeo condiviso», ha detto Botchorishvili.
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Sui «doppi standard» dell’Occidente
Il discorso della ministra non si è concentrato unicamente sulla critica della politica russa. Ha anche evidenziato una decisione del governo moldavo di vietare l’ingresso e il lavoro nel paese ai giornalisti dei canali georgiani filogovernativi Imedi TV, Rustavi 2 e PosTV.
Maka Botchorishvili ha descritto la decisione come una «interpretazione selettiva» della libertà di stampa. Ha sostenuto che le dichiarazioni delle istituzioni europee sui valori democratici contraddevano l’approccio adottato nei confronti del governo attuale della Georgia.
Ha definito ipocrite le affermazioni riguardo a un declino democratico in Georgia, nonché il supporto per gruppi politici che non riconoscono i risultati delle elezioni parlamentari del paese.
Nello stesso contesto, la ministra ha criticato l’approccio dei partner occidentali nei confronti del governo georgiano, affermando che le dichiarazioni di «sostegno al popolo georgiano» erano incompatibili con quanto lei descrive come un distanziamento deliberato da un governo eletto proprio da quel popolo.
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