Indice della Libertà di Stampa in Georgia
Secondo Reporters Without Borders, l’ambiente mediatico in Georgia dovrebbe peggiorare nel 2026 a causa di una crisi politica interna, leggi repressive e una crescente pressione sui giornalisti.
RSF afferma che la Georgia ha perso 21 posizioni nell’Indice sulla Libertà di Stampa nel Mondo 2026 rispetto all’anno precedente. Il paese si classificava al 114° posto su 180 lo scorso anno, con un punteggio di 50,53, e ora è al 135°.
Accanto a Hong Kong e El Salvador, la Georgia rientra tra i paesi in cui la libertà di stampa è diminuita in modo marcato negli ultimi anni a causa dei cambiamenti politici e di politiche sempre più repressive.
La Georgia ha registrato la sua migliore classifica tra il 2019 e il 2021, quando si è piazzata al 60°. Da allora il paese ha perso 75 posizioni.
Un rapporto di Reporters Without Borders, l’Indice sulla Libertà di Stampa nel Mondo, afferma che la Georgia sta vivendo una profonda crisi politica a seguito delle elezioni parlamentari contestate di ottobre 2024. Il rapporto avverte che la situazione aumenta il rischio di controllo politico sui media.
«Sebbene la legislazione attuale vieti ai partiti politici di possedere mezzi di comunicazione, le grandi aziende mediatiche spesso servono gli interessi dei proprietari politicamente collegati. Allo stesso tempo, l’influenza del governo sui media pubblici sta crescendo, mentre i contatti con i media critici diventano sempre più rari e sono accompagnati da censura, campagne diffamatorie e intimidazioni,» afferma il rapporto.
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Repressione, consolidamento del potere, e distanziamento dall’Europa

Il rapporto afferma anche che il governo della Georgia deve ancora implementare le raccomandazioni dell’UE in materia di libertà di stampa, una condizione chiave per l’apertura delle trattative di adesione con l’Unione Europea.
Si dice che i recenti cambiamenti legislativi abbiano notevolmente peggiorato la libertà di stampa. Questi includono la legge sugli “agenti esteri”, che prevede responsabilità penale per i dirigenti dei media, nonché emendamenti alla legge sulla radiodiffusione che limitano i finanziamenti esteri per gli emittenti e ampliano i poteri dell’autorità di regolamentazione.
Il rapporto mette inoltre in evidenza la situazione finanziaria dei media. Si dice che il mercato pubblicitario per i media stampati e online si stia restringendo, con le realtà indipendenti particolarmente colpite poiché dipendono in gran parte da donatori internazionali.
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Il rapporto descrive anche un ambiente socioculturale che, secondo esso, mette ulteriore pressione sui giornalisti. La polarizzazione della società su temi quali religione, diritti LGBTQ+ e l’influenza della Russia influenza anche i media.
Si sostiene che i giornalisti che trattano questi temi siano particolarmente vulnerabili e spesso diventano bersagli di insulti verbali, aggressioni fisiche e intimidazioni.
Il rapporto afferma che gli attacchi ai giornalisti sono diventati più frequenti, mentre le indagini rimangono inefficaci, rafforzando un clima di impunità.
«600 attacchi ai media in Georgia in un anno», dice Reporters Without Borders
«Gli attacchi ai giornalisti indipendenti fanno parte di una più ampia politica di repressione»

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