Cinque paesi membri dell’Unione Europea hanno proposto un nuovo approccio all’integrazione dei paesi dei Balcani occidentali nell’UE, mirando a far partecipare gradualmente i candidati al mercato unico europeo anche prima dell’adesione piena.
Austria, Italia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Slovenia hanno presentato a Bruxelles un documento confidenziale, secondo Euractiv, in cui chiedono che il processo di allargamento diventi più concreto e attraente per i paesi aspiranti.
Secondo la proposta, i paesi dei Balcani occidentali potrebbero partecipare in settori specifici del mercato unico europeo, a seconda del livello di allineamento con la normativa dell’UE.
“Per sostenere l’impulso dell’allargamento e per avanzare l’integrazione europea, servono stimoli forti e attraenti”, si legge nel documento.
Il modello chiamato “integrazione sistematica settoriale” prevede che paesi quali Albania, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia ottengano un accesso graduale in settori quali trasporto, energia, mercato digitale e politiche della concorrenza.
“L’approccio basato sui meriti — se necessario, passo dopo passo — al mercato unico europeo rappresenta un tale incentivo”, affermano i paesi nel documento.
I cinque paesi sostengono che questo approccio creerebbe incentivi più forti per le riforme e allo stesso tempo aumenterebbe l’influenza geopolitica dell’Unione Europea nella regione, di fronte all’influenza della Russia e della Cina.
Nel documento si sottolinea che l’integrazione graduale deve essere attuata solo dopo che i paesi candidati avranno dimostrato un alto livello di conformità agli standard dell’UE nei settori pertinenti.
L’integrazione graduale deve essere perseguita in modo attivo e sistematico non appena un candidato dimostri un alto livello di allineamento con l’acquis dell’UE nel settore pertinente”, si legge nel documento.
Inoltre, la proposta prevede anche meccanismi di protezione, nel caso in cui un paese candidato devia dalle riforme democratiche o economiche dopo aver ottenuto privilegi nel mercato europeo.
Il documento menziona anche la possibilità che ai paesi dei Balcani occidentali siano offerte accordi simili al programma di mobilità giovanile tra l’UE e il Regno Unito.