L’Unione europea ha espresso preoccupazione per l’approvazione da parte dell’Assemblea del Kosovo delle modifiche alla Legge sulle Camere Specializzate e sull’Ufficio del Procuratore Specializzato.
Le autorità a Bruxelles ritengono che il voto di queste modifiche contravvenga agli obblighi internazionali del Kosovo e hanno chiesto che Pristina rispetti l’indipendenza e il mandato delle Camere Specializzate.
«L’Unione europea ha costantemente sostenuto il lavoro delle Camere Specializzate del Kosovo come istituzione giudiziaria indipendente, istituita con decisioni dell’Assemblea del Kosovo negli anni 2014–2015, che opera all’interno del sistema giuridico del Kosovo ed è sancita dalla Costituzione del Kosovo. Il loro mandato attuale e la loro indipendenza devono essere rispettati pienamente», ha dichiarato un portavoce dell’Unione Europea.
Secondo l’UE, le Camere Specializzate stanno conducendo i processi giudiziari sulla base del principio di responsabilità penale individuale. Bruxelles ha evidenziato che le istituzioni del Kosovo devono garantire che tali processi giudiziari procedano in modo indipendente e senza interferenze.
«Noi esortiamo il Kosovo a rispettare i propri obblighi internazionali per garantire l’indipendenza giurisdizionale delle Camere Specializzate del Kosovo, nonché l’impegno a garantire responsabilità e a fornire giustizia alle vittime e alle loro famiglie provenienti da tutte le comunità in Kosovo», ha dichiarato un portavoce dell’UE.
La reazione dell’UE arriva dopo che l’Assemblea del Kosovo, in una sessione straordinaria, ha approvato le modifiche alla legge che regola il funzionamento delle Camere Specializzate e dell’Ufficio del Procuratore Specializzato.
Le modifiche approvate prevedono una riduzione della giurisdizione delle Camere Specializzate, limitandola principalmente alle accuse di traffico di organi e ai crimini strettamente correlati a tali reati. Il progetto di legge modifica anche il periodo temporale e l’ambito territoriale per i reati che possono essere oggetto di giudizio.
Tra le altre modifiche vi è anche la definizione di una pena massima di 15 anni di reclusione, la possibilità di grazia presidenziale, nonché il trasferimento in Kosovo dei casi che non rientreranno nel nuovo ambito giurisdizionale.