UE: Evitare dichiarazioni sul cambiamento del corso del fiume Ibër

11 Agosto 2026

UE: Evitare dichiarazioni sul cambiamento del corso del fiume Ibër

L’Unione Europea ha detto che le dichiarazioni su un possibile cambiamento del corso del fiume Ibër, nonché le azioni che non contribuiscono alla normalizzazione delle relazioni tra Kosovo e Serbia, devono essere evitate.

«Il progresso nel normalizzare le relazioni tra Kosovo e Serbia può essere raggiunto solo attraverso il dialogo», ha detto un portavoce della Commissione Europea l’11 agosto.

«Le dichiarazioni, comprese quelle su possibili cambiamenti del corso del fiume, e le azioni che non sostengono questo obiettivo devono essere evitate», si legge nella risposta della Commissione Europea a Radio Free Europe/Radio Liberty.

Il presidente della Serbia, Aleksandar Vučić, ha dichiarato il 9 agosto che le autorità serbe stanno esaminando con esperti la possibilità di modificare il corso dell’Ibër, collegando questa eventualità alla demolizione di case e villette di serbi vicino al Lago di Ujmani, nel nord del Kosovo.

La sua dichiarazione ha suscitato reazioni aspre da parte delle autorità in Kosovo ed è stata accompagnata anche da uno scontro pubblico tra le autorità dell’Albania e della Serbia.

La Commissione Europea ha ricordato anche che il progresso nel dialogo tra Belgrado e Pristina è una condizione preliminare affinché entrambe le parti avanzino nel loro percorso europeo. L’UE ha commentato anche le ultime demolizioni nell’area del Lago di Ujmani, con cui il presidente della Serbia, Aleksandar Vučić, aveva legato la sua dichiarazione sulla possibilità di cambiare il corso del fiume Ibër.

«Per quanto riguarda la situazione nel lago Gazivodës/Ujmanit, abbiamo già espresso le nostre preoccupazioni riguardo alle demolizioni recenti», si legge nella risposta.

Secondo la Commissione Europea, qualsiasi misura attuativa con conseguenze irreversibili deve rispettare il normale iter giuridico.

«Alle persone interessate deve essere data un’efficace possibilità di richiedere protezione legale e, quando è applicabile, protezione giurisdizionale temporanea prima che la misura venga attuata», si legge nella risposta.

Il fiume Ibër, lungo circa 270 chilometri, nasce in Montenegro, attraversa la Serbia e poi entra in Kosovo, dove alimenta il lago artificiale di Ujmani. Circa due terzi di questo lago si trovano nel territorio del Kosovo. L’acqua proveniente dal sistema di Ujmani e Ibër-Lepenc fornisce sette comuni, è utilizzata per l’irrigazione e per il raffreddamento delle centrali termoelettriche di Obiliq, che producono la parte maggiore dell’energia elettrica in Kosovo.

Gli esperti che hanno parlato in passato con la Radio Free Europe/Radio Liberty hanno detto che deviare il corso del fiume Ibër è tecnicamente possibile, ma estremamente costoso e, se causasse danni al Kosovo, verrebbe in contrasto con i principi del diritto internazionale delle acque transfrontaliere. La Serbia è firmataria della Convenzione delle Nazioni Unite del 1997 sull’uso dei corsi d’acqua internazionali per scopi diversi dalla navigazione. Questa Convenzione definisce, tra l’altro, il principio di utilizzo equo e ragionevole delle acque transfrontaliere, nonché l’obbligo di non causare danni significativi agli altri Stati. Il Kosovo non è parte di questa Convenzione, poiché non è membro delle Nazioni Unite. /REL/

Bianca Moretti

Bianca Moretti

Sono una giornalista italiana specializzata in politica e società dell’Europa orientale. Ho studiato relazioni internazionali a Bologna e vissuto tra Varsavia e Budapest. Scrivo per raccontare storie umane dietro ai grandi cambiamenti della regione.