Tensioni a Pristina: PDK avverte lo spostamento dell’azione politica fuori dal Parlamento

12 Agosto 2026

Tensioni a Pristina: PDK avverte lo spostamento dell'azione politica fuori dal Parlamento

Le turbative e la blocca amministrativa durante i tentativi di costituire l’Assemblea del Kosovo hanno suscitato reazioni dure tra le fila dell’opposizione. La deputata del Partito Democratico del Kosovo (PDK), Vlora Çitaku, durante una conferenza stampa dopo gli sviluppi drammatici nell’aula delle sedute, ha avvertito che l’azione del suo partito non sarà più limitata solo agli ambienti parlamentari.

Mobilitazione civica e richiesta di una nuova seduta

Secondo Çitaku, il PDK continuerà a richiedere la messa in funzione immediata delle istituzioni statali, inviando nuovamente una richiesta ufficiale al presidente della seduta, Avni Dehari, per convocare i lavori entro due giorni.

«Voglio informarvi che torneremo a richiedere una seduta entro 48 ore e la nostra attività non sarà più limitata solo a questo istituto; si sposterà anche al di fuori del parlamento in forme più ampie di mobilitazione politica, democratica e civica.», ha detto Çitaku.

La dirigente del PDK ha sottolineato che la loro partecipazione alla seduta non è uno ‘show’ politico, ma l’adempimento dell’obbligo costituzionale di rappresentare la volontà dei cittadini.

Accuse di lesione fisica e la reazione ad Albin Kurti

Durante il suo intervento, Çitaku ha denunciato la presenza di membri della protezione ravvicinata all’interno dell’aula, sostenendo che essi hanno leso l’integrità fisica dei deputati dell’opposizione. Ha annunciato che per questo incidente si rivolgerà ufficialmente all’Ispettorato di Polizia del Kosovo (IPK).

«Attraverso lo sbarramento, Albin Kurti ci rende impossibile l’esercizio del mandato che ci è stato conferito dai cittadini. Questo non è una sospensione dell’Assemblea, questa è una sospensione della democrazia.», ha detto lei.

Bianca Moretti

Bianca Moretti

Sono una giornalista italiana specializzata in politica e società dell’Europa orientale. Ho studiato relazioni internazionali a Bologna e vissuto tra Varsavia e Budapest. Scrivo per raccontare storie umane dietro ai grandi cambiamenti della regione.